la reliquia a cappuccini
In città per tre giorni il mantello di S. Francesco
di Antonio Meloni
SASSARI. Una storia di fede che sfida i secoli arrivata fino ai nostri giorni grazie alla conservazione di una preziosa reliquia appartenuta al santo di Assisi. Il mantello del saio di San Francesco,...
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SASSARI. Una storia di fede che sfida i secoli arrivata fino ai nostri giorni grazie alla conservazione di una preziosa reliquia appartenuta al santo di Assisi. Il mantello del saio di San Francesco, attualmente conservato nel convento parigino di Boissonnade, sarà esposto i prossimi giorni a Sassari nella chiesa di Cappuccini. L’indumento, che secondo la tradizione religiosa è appartenuto al patrono d’Italia, arriverà in città il prossimo tre settembre e per l’occasione la fraternità di San Francesco, guidata da padre Isidoro de Michele, ha predisposto un programma spirituale dedicato ai fedeli e a tutti coloro che vorranno visitare la sacra reliquia esposta nella chiesa di piazzale dei Cappuccini. Quattro giorni fitti di eventi tra cui una processione serale, con fiaccolata, per portare il mantello nella chiesa delle monache cappuccine, cuore del centro storico. La vicenda del mantello di Francesco d’Assisi sembra un soggetto scaturito dalla penna di qualche fortunato romanziere d’appendice. Le fonti raccontano infatti che Francesco, su richiesta del cardinale Ugolino, futuro papa Gregorio IX, avesse donato l’indumento a Santa Elisabetta che lo custodì fino alla morte avvenuta nel 1231. Il cognato di Elisabetta, Corrado, gran maestro dell’ordine teutonico, lo ereditò e lo consegnò all’ospizio di Weissenfels per donarlo a re Luigi IX, in seguito proclamato santo. Luigi, terziario francescano, affidò la reliquia ai francescani cordelieri che la custodirono fino alla Rivoluzione francese. Sulla base delle testimonianze di alcuni religiosi, il mantello venne poi autenticato dall’allora vicario generale della diocesi di Parigi, monsignor Jacques-Anddré Emery, e quindi affidato alle suore dell’Immacolata concezione. Soppressa la congregazione, nel 1844, l’ultima superiora, dieci anni dopo, cedette l’indumento alla parrocchiale di Saint-Pierre-des-Cercueils di cui era originaria. Fu infine il cappuccino Bonaventura da Ville-Sur-Terre che, di passaggio, nel 1863, ottenne la concessione di portare il mantello a Parigi. Nei giorni travagliati della Comune parigina, la reliquia venne portata clandestinamente in Belgio per ritornare nella capitale francese nel settimo centenario della morte di Francesco d’Assisi. L’arrivo a Sassari della preziosa reliquia è previsto per il 3 settembre: alle 18.30, nella chiesa di Cappuccini sarà recitato il Rosario, a seguire la santa messa e i Vespri. L’indomani, 4 settembre, l’attività della fraternità comincia alle 8, con la Santa Messa, alle 12 l’Angelus e alle 19 la Messa solenne animata dalla corale parrocchiale. Il 5 settembre, giorno clou, dopo la Messa mattutina delle 8, alle 8.30 ci saranno l’Ufficio e le Lodi comunitarie. Alle 12, l’Angelus, alle 19 celebrazione della Messa solenne e dopo i vespri delle 19.45, solenne processione con fiaccolata verso il monastero delle Cappuccine, in centro storico. Il 6 settembre, ultimo giorno di permanenza del sacro mantello, celebrazione della Santa Messa alle 8 del mattino, alle 8.30 canto delle lodi comunitarie, alle 12 l’Angelus, alle 17.15 recitazione del Rosario e alle 18 celebrazione della Messa. Alle 18.45, il passaggio di consegne: la fraternità di San Francesco affiderà la preziosa reliquia ai confratelli di Olbia per il trasferimento nella città gallurese. L’iniziativa è organizzata e promossa dalla Provincia dei frati minori cappuccini di Sardegna e Corsica.
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