La Nuova Sardegna

Sassari

Bancali, nelle celle arriva acqua gialla

di Luca Fiori
Bancali, nelle celle arriva acqua gialla

Servizio idrico a singhiozzo e di pessima qualità. Il sindaco Sanna scrive al ministro della Giustizia: «Intervenite subito»

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SASSARI. Acqua gialla o a singhiozzo nel carcere di Bancali e nelle ore in cui i rubinetti non sono a secco detenuti costretti a utilizzare il liquido che fuoriesce dai rubinetti delle celle che si presenta di colore giallo melma, sedimenta residui e genera mucillagini.

È in corso una vera e propria emergenza nel carcere di Bancali e per denunciare la grave situazione due giorni fa il sindaco Nicola Sanna ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando.

Ieri il primo cittadino è stato raggiunto telefonicamente dal sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria, Gennaro Migliore, che ha assicurato il massimo impegno del Ministero per superare le criticità. Ma in attesa che dalle parole si passi ai fatti i problemi restano. Nella Casa circondariale “Giovanni Bacchiddu”, infatti, dalla fine di luglio, il servizio idrico viene erogato in maniera non continuativa, solo per alcune ore nel corso della giornata e l’acqua, per quanto i valori siano rientrati nei parametri di potabilità, risulta ad oggi imbevibile. Già l’11 agosto scorso il sindaco aveva inviato una lettera al ministro Orlando, al presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore regionale ai Lavori Pubblici Edoardo Balzarini, al Prefetto di Sassari Giuseppe Marani e all’amministratore Unico di Abbanoa Alessandro Ramazzotti. Nella lettera si sottolineavano non solo le criticità del servizio e le scarse condizioni igieniche ma anche l’impossibilità, da parte dell’amministrazione carceraria, di fornire un litro d’acqua a detenuto, come accaduto nel corso del 2016. «Alla fine del mese di luglio è stata chiesta al Provveditorato l’autorizzazione per la fornitura di una bottiglia d’acqua al giorno per ogni persona detenuta - tiene a precisare Patrizia Incollu, direttrice del carcere -. In seguito all’autorizzazione del Provveditore, è stata bandita una gara d’appalto per la fornitura. Apriremo le buste lunedì». In attesa dell’espletazione della gara d’appalto predisposta dall’amministrazione penitenziaria, dunque, i detenuti che non hanno la disponibilità economica di acquistare il fabbisogno quotidiano di acqua, sono costretti a utilizzare il liquido che fuoriesce dai rubinetti delle camere di detenzione, che si presenta di colore color giallo melma, sedimenta residui e genera mucillagini. Due giorni fa sono state donate dalla San Martino 1000 bottiglie per un totale di 1500 litri, ed è possibile che venga offerta, nei prossimi giorni, un’ulteriore fornitura di pari entità. «Se sono gravi le condizioni igienico sanitarie – commenta il Sindaco Sanna – non è meno grave la mancanza di rispetto dei diritti e della dignità di coloro che sono ospitati in carcere. Nonostante la presenza di un Protocollo tra Comune, Prefettura, Vigili del Fuoco, Ente Acque della Sardegna e Abbanoa, il carcere di Bancali continua a non ricevere il servizio sostitutivo di approvvigionamento idrico con autobotti, servizio che il gestore Abbanoa è tenuto a fornire ogni qualvolta si verifichino disagi».



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