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Sassari, emergenza a Santa Maria: piove dentro il convento

di Antonio Meloni
Sassari, emergenza a Santa Maria: piove dentro il convento

Sono bastati pochi minuti d’acqua per allagare una delle sale del primo piano. Alcuni giorni prima dei Candelieri a cedere era stato l’intonaco della cupola

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SASSARI. L’eventualità che tutti temevano si è verificata e con l’arrivo della pioggia a Santa Maria è tornata anche l’emergenza. Sono bastati pochi minuti per consentire all’acqua, caduta abbondante, di penetrare nelle pareti malandate del complesso a ridosso della chiesa dei Candelieri.

Ieri mattina un’ampia infiltrazione dal tetto ha allagato il pavimento in una delle sale al primo piano dello storico convento, proprio quella che precede la vecchia biblioteca. C’è da dire subito che per precauzione, l’anno scorso, volumi e documenti erano stati trasferiti in un ambiente sicuro al piano terra, in alcuni locali ristrutturati che dovrebbero garantire una certa sicurezza al prezioso materiale custodito nel centro studi fondato a suo tempo dal compianto padre Marco Ardu. Si tratta della parte cinquecentesca dell’antico monastero, quella che ha l’ingresso da via Artiglieria, opposta alla piazza principale.

Ai frati non è rimasto altro da fare che stendere delle coperture per preservare i pavimenti evitando ulteriori infiltrazioni. A scanso di equivoci, il video che documenta la nuova perdita d’acqua è stato postato anche su Facebook, un canale che in questi casi si rivela di grande utilità garantendo, grazie alle tante condivisioni, la più ampia diffusione. Proprio nei giorni scorsi alcuni funzionari dell’ufficio tecnico del Comune avevano fatto un sopralluogo nei locali di Santa Maria, forse per verificare le condizioni dello stabile in previsione dell’arrivo delle prime piogge. Va da sé che la situazione, adesso, deve essere affrontata tempestivamente per evitare altri inconvenienti in un edificio già abbastanza provato.

Il primo allarme i frati lo avevano lanciato due anni fa quando aveva ceduto una parte del rosone sopra l’ingresso principale, poi era toccato alla volta della navata centrale da cui, durante una Messa, erano venuti giù i primi calcinacci. Tanto spavento e altrettanta preoccupazione al punto che in tutta fretta era stata sistemata una rete per preservare i fedeli da eventuali ulteriori crolli. Il mese scorso, poco prima della discesa dei Candelieri, un altro cedimento si era verificato dietro l’altare ligneo della cappella di sant’Antonio, la più amata dai fedeli.

Qualche giorno prima della Faradda, a cedere è stato il cupolone da cui erano venute giù alcune consistenti porzioni d’intonaco. I frati, una mattina, avevano trovato pezzi di gesso sopra un banco a pochi metri dall’altare maggiore. Grande preoccupazione da parte delle istituzioni anche perché pochi giorni dopo, quello sarebbe stato il teatro della cerimonia del Voto. Era stato impiegato perfino il drone della polizia locale per consentire ai tecnici di individuare dall’alto la posizione esatta di eventuali lesioni esterne. Poi durante un sopralluogo congiunto, vigili del fuoco, polizia locale e ufficio tecnico di Palazzo ducale, d’intesa con il sindaco Nicola Sanna, si era deciso comunque di non modificare il rituale della festa più importante. Una ditta specializzata, incaricata dal Comune, aveva piazzato una nuova rete a copertura della parte sotto il cupolone. Insomma, la cerimonia del Voto, quest’anno, si è svolta tra le pareti ferite di Santa Maria.

Il nuovo episodio, se mai ce ne fosse bisogno, conferma la necessità di intervenire una volta per tutte, con un progetto di ampio respiro, per restaurare e salvaguardare uno dei monumenti storici più preziosi dell’Isola.

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