Scuole e traslochi, i genitori degli alunni sul piede di guerra
di Barbara Mastino
Nessuna novità a pochi giorni dall’avvio delle lezioni Lettera delle mamme: il sindaco avrebbe dovuto convocarci
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OZIERI. Non piace ai genitori dei bambini dell’istituto comprensivo 2 ma non convince nemmeno quelli degli studenti del tecnico Fermi l’ipotesi di trasferire alcune classi della scuola superiore nei locali dell’istituto in via Kennedy.
A una settimana dalla riapertura delle scuole, le famiglie continuano a contestare questa scelta, e in primo luogo si lamentano perché a pochi giorni dall’avvio delle lezioni ancora non è arrivata nessuna comunicazione sul da farsi. Un problema che riguarda soprattutto le mamme dei bambini della scuola materna del comprensivo 2, alle quali è stata paventata l’ipotesi di un trasferimento dei bambini nella scuola materna della Gescal ma che ancora non sanno cosa devono fare. Tanto che alcune di loro stanno prendendo in seria considerazione l’idea di trasferire i bambini in altri asili. Le lamentele dei genitori degli alunni della scuola elementare – quelli che dovrebbero effettivamente “convivere” con gli studenti del Fermi – come più volte detto su queste pagine, riguardano in primo luogo il problema della promiscuità tra bambini di massimo dieci anni e studenti adolescenti delle superiori (non basta, infatti, la separazione degli ingressi e l’allocazione delle aule del Fermi in uno stesso unico piano), e in secondo luogo il fatto che l’arrivo delle classi del Fermi toglierebbe alla disponibilità didattica del comprensivo 2 quelli che attualmente sono gli spazi per l’educazione motoria e i laboratori. Senza contare che dover riservare un intero piano agli studenti del Fermi significherà “ammassare” i bimbi della primaria: nel piano di mezzo, per esempio, proprio per l’obbligo di evitare la promiscuità, dovranno trovare posto ben 140 piccoli alunni. Per quanto riguarda, infine le lamentele delle famiglie degli studenti dell’istituto tecnico, esse riguardano l’angustia degli spazi della scuola Kennedy, a loro dire inadatta per gli studenti più grandi.
Lamentele dei genitori degli studenti delle superiori anche per il già citato ritardo nella comunicazione, che per i pendolari potrebbe creare «problemi anche in riferimento alla fermata dell'autobus». Mancanza di comunicazione oggi, a una settimana dall’avvio delle lezioni, ma assenza anche prima, lamentano tutti i genitori, che parlano di una «decisione imposta, non sottoposta al parere dei genitori i quali hanno potuto esprimere il proprio disappunto in una convocazione indetta dal dirigente scolastico e non dal sindaco, che a nostro parere aveva il dovere di convocarci prima ancora di decidere». «Con questo metodo si mette a serio rischio l’esistenza del tecnico, delle elementari e dell’asilo», dicono le famiglie degli studenti dei tre ordini di scuole, che si aspettano in tempi brevi di conoscere, ma anche di contribuire a trovare, una soluzione ottimale a un problema che, pur essendosi presentato molto a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, potrebbe vedere un finale diverso rispetto a quello prospettato dall’amministrazione comunale.
A una settimana dalla riapertura delle scuole, le famiglie continuano a contestare questa scelta, e in primo luogo si lamentano perché a pochi giorni dall’avvio delle lezioni ancora non è arrivata nessuna comunicazione sul da farsi. Un problema che riguarda soprattutto le mamme dei bambini della scuola materna del comprensivo 2, alle quali è stata paventata l’ipotesi di un trasferimento dei bambini nella scuola materna della Gescal ma che ancora non sanno cosa devono fare. Tanto che alcune di loro stanno prendendo in seria considerazione l’idea di trasferire i bambini in altri asili. Le lamentele dei genitori degli alunni della scuola elementare – quelli che dovrebbero effettivamente “convivere” con gli studenti del Fermi – come più volte detto su queste pagine, riguardano in primo luogo il problema della promiscuità tra bambini di massimo dieci anni e studenti adolescenti delle superiori (non basta, infatti, la separazione degli ingressi e l’allocazione delle aule del Fermi in uno stesso unico piano), e in secondo luogo il fatto che l’arrivo delle classi del Fermi toglierebbe alla disponibilità didattica del comprensivo 2 quelli che attualmente sono gli spazi per l’educazione motoria e i laboratori. Senza contare che dover riservare un intero piano agli studenti del Fermi significherà “ammassare” i bimbi della primaria: nel piano di mezzo, per esempio, proprio per l’obbligo di evitare la promiscuità, dovranno trovare posto ben 140 piccoli alunni. Per quanto riguarda, infine le lamentele delle famiglie degli studenti dell’istituto tecnico, esse riguardano l’angustia degli spazi della scuola Kennedy, a loro dire inadatta per gli studenti più grandi.
Lamentele dei genitori degli studenti delle superiori anche per il già citato ritardo nella comunicazione, che per i pendolari potrebbe creare «problemi anche in riferimento alla fermata dell'autobus». Mancanza di comunicazione oggi, a una settimana dall’avvio delle lezioni, ma assenza anche prima, lamentano tutti i genitori, che parlano di una «decisione imposta, non sottoposta al parere dei genitori i quali hanno potuto esprimere il proprio disappunto in una convocazione indetta dal dirigente scolastico e non dal sindaco, che a nostro parere aveva il dovere di convocarci prima ancora di decidere». «Con questo metodo si mette a serio rischio l’esistenza del tecnico, delle elementari e dell’asilo», dicono le famiglie degli studenti dei tre ordini di scuole, che si aspettano in tempi brevi di conoscere, ma anche di contribuire a trovare, una soluzione ottimale a un problema che, pur essendosi presentato molto a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, potrebbe vedere un finale diverso rispetto a quello prospettato dall’amministrazione comunale.
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