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La stazione di Giave riaprirà ma solo in via sperimentale

La stazione di Giave riaprirà ma solo in via sperimentale

La Regione accoglie le richieste della sindaca Uras e del Mejlogu: da domenica 10 ritornano le fermate A dicembre si valuterà se mantenere il servizio nel 2018. La Filt Cgil: «Non vogliamo prese in giro» 

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GIAVE. Alla fine almeno una battaglia è stata vinta, ma ci sono voluti quasi due anni. Da domenica 10 settembre riapre la stazione ferroviaria di Giave, chiusa nel dicembre del 2015. Ma la guerra non è ancora conclusa perché la riapertura della stazione è per ora solo in via sperimentale, fino al cambio di orario di dicembre. Così ha comunicato l’assessorato dei Trasporti alla sindaca di Giave, Maria Antonietta Uras, protagonista con gli altri sindaci del Mejlogu di una strenua lotta per il mantenimento del servizio di trasporto.

Dopo 137 anni di vita, sembrava un affronto cancellare la stazione. I sindaci e i sindacati insorsero contro Regione, Trenitalia e Rfi, fu coinvolto il ministro dei trasporti Graziano Delrio, ci furono manifestazioni e proteste e anche interpellanze in consiglio regionale.

Da domenica, quinsi vengono ripristinate 4 fermate nei giorni feriali e 7 nei giorni festivi e fino a dicembre verrà monitorata il numero di passeggeri «per poi fare una definitiva valutazione – scrivono dagli uffici dell’assessorato regionale – sull’opportunità di aprire per tutto l’anno 2018 la stazione al traffico commerciale».

La sindaca Uras è comunque soddisfatta e si augura che ci sia una risposta dei passeggeri per consentire di mantenere il servizio. «In combinazione con le opportune coincidenze per il cambio nelle stazioni di Macomer e Chilivani, le fermate riattivate consentiranno alla popolazione della parte centro settentrionale del Mejlogu una possibile e valida alternativa all’uso del mezzo privato».

«Finalmente dopo un attento e responsabile esame da parte della Direzione Generale dell’Assessorato dei Trasporti, delle potenzialità di domanda del territorio – prosegue la Uras – , la Regione ha deciso di offrire una opportunità per ridare anche ai cittadini sardi dell’interno, un servizio minimo, ma utile per i loro spostamenti. Ne va dato atto all’attuale responsabile della Direzione Generale, Gabriella Massidda, che ha concretamente creduto possibile venire incontro ad una richiesta paziente e tenace, che invocava solo una minima equità di accesso ad un pubblico servizio di trasporto» Del resto, aggiunge la sindaca di Giave «queste fermate non costano un centesimo di pubblico denaro, né per la Regione committente del servizio tramite il nuovo contratto appena approvato, né per le Ferrovie».

Anche il segretario generale della Filt Cigl, Arnaldo Boeddu valuta positivamente il riavio del servizio, perché «ha prevalso il buon senso e l’operazione è a costo zero. Ma quattro mesi è un tempo troppo breve per monitare il flusso dei passeggeri e non vorrei che dopo dicembre si decidesse nuovamente di eliminare il servizio, sarebbe una presa in giro e i sindacati e tutto il territorio saranno pronti ad opporsi.

Intanto le informazioni sugli orari delle nuove fermate vengono già pubblicizzate nelle stazioni, sul sito internet di Trenitalia e presso i media.

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