Porto Torres, pedoni e auto in sosta: una pista-trappola per chi va in bicicletta
di Emanuele Fancellu
I parcheggi sul lungomare sono fonte di continui pericoli. Il vecchio tracciato è degradato e in totale abbandono
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PORTO TORRES. Se fosse un poliziesco, lo chiamerebbero “Lo strano caso della pista ciclabile”. Dove dovrebbero transitare solo le bici passeggiano le persone, dove invece possono correre i runner e le bici spesso non lo fanno, preferendo il marciapiede o la strada. Il lungo serpentone, che da Balai a Balai Lontano diventa anche pedonale almeno per un lato, ha uno strano destino: il tratto realizzato più di recente, quello in asfalto che dal porto arriva a Balai, è indicato come riservato al transito delle biciclette ma, a causa delle condizioni estremamente pericolose del marciapiede attiguo, usurato dalla salsedine e dallo scorrere del tempo tanto che emergono per quasi un centimetro le fughe col rischio di caduta specie per i più anziani, viene sovente percorso da chi ama fare jogging o una passeggiata talvolta anche con bimbi in passeggino.
Al contrario, il tratto più vecchio, quello che da Balai Vicino va a Balai Lontano, oltre che da chi ama correre mettendo a rischio le proprie caviglie e articolazioni per la presenza di numerose buche a volte tanto larghe e profonde da far emergere ampie porzioni della rete metallica sottostante, non viene mai utilizzato da chi guida bici da passeggio o da strada che, evidentemente, preferisce i rischi della litoranea. Solo chi va in mountain bike predilige questo percorso, forse proprio per la presenza di tante buche e asperità. Se si prende in considerazione anche il tratto della cosiddetta bretella, si nota che i runner preferiscono correre sul marciapiede o sulla strada in quanto le condizioni dell’asfalto della ciclabile sono pessime. Per quanto concerne però il tratto più recente, quello tra il porto e Balai, c'è da segnalare per l’ennesima volta l'estrema pericolosità legata al posizionamento dei parcheggi: pare che anche recentemente un ciclista sia caduto a causa dell'improvvisa apertura di uno sportello da parte di un automobilista riportando diversi danni, forse persino una frattura. Considerata l’impossibilità di “lavorare” sulla pista ciclabile, forse sarebbe meglio prendere in considerazione l'ipotesi di cambiare il lato dei parcheggi.
Al contrario, il tratto più vecchio, quello che da Balai Vicino va a Balai Lontano, oltre che da chi ama correre mettendo a rischio le proprie caviglie e articolazioni per la presenza di numerose buche a volte tanto larghe e profonde da far emergere ampie porzioni della rete metallica sottostante, non viene mai utilizzato da chi guida bici da passeggio o da strada che, evidentemente, preferisce i rischi della litoranea. Solo chi va in mountain bike predilige questo percorso, forse proprio per la presenza di tante buche e asperità. Se si prende in considerazione anche il tratto della cosiddetta bretella, si nota che i runner preferiscono correre sul marciapiede o sulla strada in quanto le condizioni dell’asfalto della ciclabile sono pessime. Per quanto concerne però il tratto più recente, quello tra il porto e Balai, c'è da segnalare per l’ennesima volta l'estrema pericolosità legata al posizionamento dei parcheggi: pare che anche recentemente un ciclista sia caduto a causa dell'improvvisa apertura di uno sportello da parte di un automobilista riportando diversi danni, forse persino una frattura. Considerata l’impossibilità di “lavorare” sulla pista ciclabile, forse sarebbe meglio prendere in considerazione l'ipotesi di cambiare il lato dei parcheggi.
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