Ritrovato il portale del vecchio comune Sarà donato alla città
di Emanuele Fancellu
Già consegnato alla Soprintendenza per il restauro Ricco di fregi, era stato “dimenticato” in un garage
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PORTO TORRES. Il portone era nel garage di famiglia. Bellissimo, forte e ancora robusto, con preziosi fregi a decorarne il profilo esterno. Era il sontuoso accesso all'edificio che per lungo tempo è stato la sede del comune, in corso Vittorio Emanuele. Adesso, quel magnifico portone è momentaneamente nei depositi della Soprintendenza, in attesa di restauro. Essendo un manufatto d’interesse storico-culturale per Porto Torres, la competenza per la tutela spetta al settore dei beni architettonici, artistici e storici, il cui responsabile è l’architetto Daniela Scudino. «Mentre stavo ripulendo il garage, nel periodo in cui ero in città per le vacanze universitarie, ho notato questo vecchio ma bellissimo portone e mi sono incuriosito», spiega Pompilio Parodi, giovanissimo studente di Ingegneria energetica al Politecnico di Torino che prosegue: «Ho fatto delle indagini personali e ho scoperto che quel portone apparteneva al vecchio edificio comunale di corso Vittorio Emanuele. Che io non ho mai visto, se non in alcuni disegni e riproduzioni, trovandolo peraltro molto bello. Mi sono chiesto chi fosse il genio che ne ha voluto la demolizione senza preservarne neppure il ricordo». Pensiero legittimo, quello dello studente portotorrese: in questa città, almeno in un certo periodo, una furia iconoclasta tesa alla ricerca ossessiva di una presunta modernità ha portato alla devastazione della memoria storica distruggendo via via il vecchio mercato in piazza Umberto, la vecchia sede del Comune, un intero rione, quello di Santu Bainzu, e altre costruzioni storiche di pregio, cancellando secoli di storia e una chiara impronta urbanistica, quantomeno a livello di stile, che oggi infatti è praticamente non percepibile. Quanto all’edificio sede del Comune, parrebbe che alla morte del padre don Raimondo De Quesada, il figlio don Cristoforo abbia ereditato tutte le proprietà, tra le quali due immobili a Porto Torres. Uno, l’attuale Palazzo del Marchese, ’'altro, anch'esso ubicato sul Corso Vittorio Emanuele e chiamato Casa Alta che, nel 1877, venne venduto al Comune per un importo di 14.000 lire, con pagamento rateale. L'immobile divenne proprietà comunale nel 1883 con atto pubblico del notaio Proto Sechi e, fino a inizio anni Settanta del secolo scorso, fu la sede ufficiale del Municipio turritano nel quale erano ubicati tutti i suoi uffici. Poi, la demolizione per lasciare spazio alla Banca nazionale del lavoro. Chissà dove saranno finite le decorazioni, in particolare il magnifico fregio che impreziosiva l'edificio. «Comunque, tornando al portone ho scoperto che era stato salvato dalla distruzione da parte di qualcuno della mia famiglia – rivela Pompilio –. Siccome ho deciso di liberare quel garage, ho pensato di contattare la Soprintendenza, Franco Satta, il quale, visto il manufatto ed entusiasta di poterlo salvare, lo ha preso in consegna per conto della Soprintendenza con la promessa che una volta restaurato possa essere restituito alla città».
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