La Nuova Sardegna

Sassari

Nel 1982 

Una sala ospitò la celebrazione della prima messa

SASSARI. L’ultima comunità parrocchiale è nata nel vasto quartiere di Monte Rosello e lo “spazio” è stato ricavato ritracciando i confini delle parrocchie preesistenti del Sacro cuore e del Cuore...

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SASSARI. L’ultima comunità parrocchiale è nata nel vasto quartiere di Monte Rosello e lo “spazio” è stato ricavato ritracciando i confini delle parrocchie preesistenti del Sacro cuore e del Cuore immacolato. Un’ampia porzione di periferia urbana con una superfice complessiva di ottanta chilometri quadrati. La sfida che la diocesi turritana si preparava allora a raccogliere era quella di dare impulso e vitalità a una zona caratterizzata non solo dalla distanza dal centro, ma anche dai tradizionali problemi comuni a tante periferie urbane. Nel gennaio del 1982, la prima messa viene celebrata in una sala di via Baldedda che poi non sarà più disponibile e di lì a breve, infatti, sarà utilizzata la chiesetta campestre di San Francesco nei giorni feriali e l’istituto Madonna di Pompei (casa famiglia per i figli dei carcerati) per le domeniche e i festivi. Tutto questo va avanti fino al 1984 e la mancanza di un edificio sacro adeguato alla funzione da svolgere per un quartiere difficile, limita non poco il servizio pastorale. La richiesta al Comune, supportata da cinquecento firme, sblocca finalmente la situazione e dopo qualche tempo Palazzo ducale concede l’attuale sede parrocchiale di via Ariosto, un’ex stalla di 280 metri quadrati in cui l’esercito italiano, negli anni Trenta del Novecento, ricoverava i muli che usava in servizio.

Al 2001 risale l’incarico di progetto del nuovo complesso parrocchiale affidato all’ingegnere Giovanni Pinducciu e all’architetto Francesco De Rosa. L’area viene dunque individuata nel nuovo quartiere di Baddimanna, un’estensione complessiva di 10.208 metri quadrati concessa dal Comune in diritto di superficie per novantanove anni.

Il resto è cronaca di questi giorni. (a.me.)

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