La Nuova Sardegna

Sassari

Il Buon Pastore ha trovato una nuova casa

Il Buon Pastore ha trovato una nuova casa

La cerimonia di dedicazione della chiesa e la consegna delle chiavi a don Giovanni Maria Morittu

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SASSARI. Si è concluso ieri sera, poco dopo le 19,30, il percorso iniziato 17 anni fa, quando il Comune aveva assegnato all’arcidiocesi sassarese, un’area sulla quale costruire la nuova chiesa del Buon Pastore. Ieri sera il parroco Giovanni Maria Morittu ha ricevuto le chiavi della nuova chiesa dall’arcivescovo padre Paolo Atzei, una chiesa che dovrà servire una comunità di diecimila fedeli. Ieri la vecchia chiesa di via Montello, un vecchio deposito comunale, ha simbolicamente “passato le consegne” al nuovo luogo di culto, realizzato nella zona della Meridiana, progettato da Francesco De Rosa e Giovanni Pinducciu, presenti alla cerimonia di consegna delle chiavi. Un edificio moderno, quello della chiesa del Buon Pastore, dalle «linee sono semplici, in sintonia con le indicazioni della Conferenza episcopale italiana e con il nuovo corso avviato da Papa Francesco qualche anno fa – era stato detto durante la conferenza stampa di presentazione della cerimonia –. Semplici sono anche i materiali impiegati per costruire l’edificio e le sue pertinenze: pietra, legno e ferro. L’elemento architettonico più evidente è la copertura a capriate, realizzata in legno lamellare, che conferisce all’ambiente interno un’atmosfera calda e accogliente. Lo sfondo è caratterizzato da un dipinto policromo di grandi dimensioni che raffigura Gesù buon pastore con una pecorella sulle spalle». Una chiesa costruita in due anni e mezzo, grazie anche a diverse iniziative che hanno coinvolto gli abitanti del quartiere, anche se i cantieri sono rimasti fermi a lungo per questioni legate all’attività del Comune.

La cerimonia di dedicazione era iniziata nella vecchia chiesa di via Montello, da dove è partita la processione che dopo aver attraversato il quartiere, è arrivata nella piazza del Meridiana. Qui, ad attendere il corteo, numerosi fedeli che sono confluiti nella processione che, dopo la consegna delle chiavi, ha finalmente potuto “prender possesso” della nuova chiesa.

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