La Nuova Sardegna

Sassari

Primi fondi contro il rischio idrogeologico

La Regione ha stanziato 28mila euro per Ozieri: si metteranno in sicurezza quattro corsi d’acqua

2 MINUTI DI LETTURA





OZIERI. Un finanziamento da 28 mila euro per la manutenzione dei corsi d’acqua e la mitigazione del rischio idrogeologico. A Ozieri si potrà dunque iniziare con i lavori che interesseranno la pulizia e la manutenzione dei corsi d’acqua di Monte Nieddu, Sos Ortos, Riu Larza e Calamone. «Seppur sia una piccola somma di denaro siamo pronti a iniziare i lavori per i corsi d’acqua che in città hanno arrecato non pochi problemi», ha detto il primo cittadino Marco Murgia che con l’assessore ai Lavori pubblici Gigi Sarobba ha lavorato di concerto per trovare soluzioni.

Il finanziamento si inquadra nei sedici milioni di euro che la Regione ha destinato come contributo ai Comuni a seguito della delibera approvata lo scorso luglio su proposta dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Edoardo Balzarini. «La Regione – ha affermato Balzarini – è in prima linea nella lotta ai rischi idrogeologici e sostiene gli enti locali per permettere loro di svolgere le opere di prevenzione di propria competenza, che in mancanza di fondi rischierebbero di non essere realizzate. Interveniamo perciò con un contributo mirato e vincolato, in continuità con i 15 milioni già stanziati in precedenza, perché riteniamo queste attività fondamentali per la sicurezza dei cittadini». «Oggi questo finanziamento ci permetterà di avviare piccoli ma significativi lavori nei quattro corsi d’acqua del territorio di Ozieri – ha proseguito il sindaco Murgia –. I corsi d’acqua sono sia esterni che interni alla città, e questo comporta maggiori rischi. L’attenzione verrà rivolta soprattutto per il rio Sos Ortos dove quattro anni fa sono crollati gli argini. Anche il rio Calamone, che dal comune di Nughedu arriva fino al centro abitato di Ozieri, ha bisogno di lavori urgenti. Nella storia della città è esondato due volte».

I fondi verranno assegnati in tre quote: una prima quota è ripartita in proporzione alla lunghezza dei corsi d’acqua, mentre una seconda viene assegnata attraverso un punteggio che tiene conto di diversi elementi, fra cui la presenza di interventi precedenti, la collocazione all’interno o all’esterno di un centro abitato, la vicinanza di infrastrutture come scuole e ospedali e il fatto che si tratti di un corso d’acqua aperto o coperto.

La terza quota, invece, è suddivisa in base alla popolazione residente, all’interno del territorio comunale, in aree a pericolosità idraulica elevata e molto elevata.

Elena Corveddu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative