Scaduti i termini: deserta la gara per il lido Iride
di Salvatore Santoni
Il Comune di Sorso non si arrende e rilancia con una proroga fino al 20 ottobre Morghen: «Alla fine si dovrà trovare un accordo per la demolizione dei ruderi»
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SORSO. Due mesi e mezzo non sono bastati a convincere gli investitori: la rinascita del lido Iride dovrà attendere. Durante la recente gara per la gestione del compendio balneare, lanciata dalla Regione il 26 giugno scorso, non sono arrivate offerte. I termini del bando scadevano ieri e gli uffici degli Enti locali hanno deciso di concedere una proroga di un altro mese.
Il bando. Le novità introdotte nel nuovo bando erano e sono tante. A cominciare dal canone, che parte da una base di 8.200 euro l’anno e viene determinato in due fasi, considerando la reddittività dell’arenile per servizi alla balneazione. Il concessionario ha un anno di tempo per presentare un progetto di recupero e di riqualificazione del complesso. E il canone viene poi ricalcolato soltanto dopo la realizzazione delle opere. L’altra novità è la possibilità di demolizioni fino al 64 per cento delle attuali volumetrie. Non sarà dunque possibile buttare giù tutto il vecchio Iride, ma gli imprenditori hanno comunque la possibilità di proporre un progetto molto personalizzato. Il fatto è che nonostante questa formula molto “aperta”, in Regione non è arrivata nemmeno un’offerta.
Zero offerte. Questo perché, ancora una volta, il vecchio compendio balneare non ha suscitato interesse tra i privati. «Ho saputo che una società ha chiesto di poter fare un sopralluogo - spiega il sindaco Morghen - ma non so se poi la visita si sia effettivamente svolta. Speriamo che arrivi qualche offerta perché rispetto ai precedenti bandi quest’ultimo è certamente più appetibile».
La proroga. Un’iniezione di altri 30 giorni di speranza è arrivata il 14 settembre, quando la direzione degli Enti locali ha deciso di allungare i termini per la presentazione delle offerte, ora fissata alle 13 del 20 ottobre 2017. Inoltre, dalla Regione hanno modificato il bando anche nella parte che riguarda le disposizioni per il sopralluogo obbligatorio di presa visione consentendo a chi fosse interessato al lido Iride di richiedere la visita sul posto anche con un paio di giorni di preavviso, invece che quindici, come previsto nella prima formulazione della gara.
Il piano B. Se anche questa gara dovesse andare deserta, il Comune è pronto al piano B. «Non è che si possa pensare di continuare così - riprende Giuseppe Morghen - e non credo che ci siano altre idee in campo. L’ultima parola spetta alla proprietà, che notoriamente non è del Comune, e quindi chiedere un tavolo in Regione per andare verso la demolizione. Per noi è importante che si arrivi a una soluzione perché la struttura non è un bel vedere, soprattutto con i lavori per la riqualificazione di Platamona che procedono spediti».
Il bando. Le novità introdotte nel nuovo bando erano e sono tante. A cominciare dal canone, che parte da una base di 8.200 euro l’anno e viene determinato in due fasi, considerando la reddittività dell’arenile per servizi alla balneazione. Il concessionario ha un anno di tempo per presentare un progetto di recupero e di riqualificazione del complesso. E il canone viene poi ricalcolato soltanto dopo la realizzazione delle opere. L’altra novità è la possibilità di demolizioni fino al 64 per cento delle attuali volumetrie. Non sarà dunque possibile buttare giù tutto il vecchio Iride, ma gli imprenditori hanno comunque la possibilità di proporre un progetto molto personalizzato. Il fatto è che nonostante questa formula molto “aperta”, in Regione non è arrivata nemmeno un’offerta.
Zero offerte. Questo perché, ancora una volta, il vecchio compendio balneare non ha suscitato interesse tra i privati. «Ho saputo che una società ha chiesto di poter fare un sopralluogo - spiega il sindaco Morghen - ma non so se poi la visita si sia effettivamente svolta. Speriamo che arrivi qualche offerta perché rispetto ai precedenti bandi quest’ultimo è certamente più appetibile».
La proroga. Un’iniezione di altri 30 giorni di speranza è arrivata il 14 settembre, quando la direzione degli Enti locali ha deciso di allungare i termini per la presentazione delle offerte, ora fissata alle 13 del 20 ottobre 2017. Inoltre, dalla Regione hanno modificato il bando anche nella parte che riguarda le disposizioni per il sopralluogo obbligatorio di presa visione consentendo a chi fosse interessato al lido Iride di richiedere la visita sul posto anche con un paio di giorni di preavviso, invece che quindici, come previsto nella prima formulazione della gara.
Il piano B. Se anche questa gara dovesse andare deserta, il Comune è pronto al piano B. «Non è che si possa pensare di continuare così - riprende Giuseppe Morghen - e non credo che ci siano altre idee in campo. L’ultima parola spetta alla proprietà, che notoriamente non è del Comune, e quindi chiedere un tavolo in Regione per andare verso la demolizione. Per noi è importante che si arrivi a una soluzione perché la struttura non è un bel vedere, soprattutto con i lavori per la riqualificazione di Platamona che procedono spediti».
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