La Nuova Sardegna

Sassari

Attentato a Sant’Orsola, telecamere ai raggi x

di Nadia Cossu
Attentato a Sant’Orsola, telecamere ai raggi x

Dopo il rogo nella villa destinata ai migranti le indagini della polizia si concentrano nel rione

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SASSARI. Digos e squadra mobile sono al lavoro da due giorni per tentare di risalire ai responsabili dell’attentato incendiario di giovedì notte contro due auto e una villa di proprietà della famiglia Pilo, a Sant’Orsola. Una casa che a breve avrebbe dovuto ospitare otto profughi nell’ambito di un progetto di inserimento lavorativo e scolastico bandito dal Comune di Sassari.

Al momento gli investigatori stanno esaminando le registrazioni di alcune telecamere che si trovano nella zona e che potrebbero aver ripreso qualche movimento sospetto.

Gli attentatori hanno agito con grande spavalderia e senza preoccuparsi di nulla, nemmeno del fatto che a poca distanza da loro c’erano gli agenti della Digos e della squadra mobile e i vigili del fuoco. Gli incendiari hanno infatti dato alle fiamme due macchine che appartengono alla figlia della defunta proprietaria della villa destinata ai profughi. Erano parcheggiate nel cortile interno della casa che si trova a nemmeno cento metri di distanza. Poi si sono spostati verso il secondo obiettivo: la struttura che l’avvocato Stefano Pilo e sua sorella Maria avevano dato in affitto ai primi di agosto a un’organizzazione non governativa molto seria. «Ci siamo informati prima di dare l’ok definitivo» ha tenuto a precisare l’avvocato subito dopo l’attentato. Un’associazione che ha regolarmente partecipato a un bando predisposto dal Comune e che ha vinto. Un bando che prevedeva la presentazione di un progetto molto interessante nel cammino verso l’integrazione. Otto giovani che avrebbero dovuto frequentare la scuola o essere inseriti nel mondo del lavoro. Probabilmente chi ha deciso di manifestare con il fuoco il proprio dissenso verso il progetto di accoglienza, nemmeno ne conosceva i dettagli. Perché su questo sono orientate le indagini. Gli inquirenti in particolare si stanno muovendo proprio nel quartiere di Sant’Orsola, stanno ascoltando diverse persone e ora esamineranno con attenzione anche le registrazioni delle telecamere. «In una zona residenziale come questa – aveva aggiunto Pilo – con un livello culturale medio elevato, non ti aspetteresti certo che possano accadere cose simili».



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