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Sassari

Nell’Archivio di Stato c’è l’altra Barbagia

Luciano Piras
L'Archivio di Stato a Nuoro
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L'Archivio di Stato a Nuoro

L’altra Barbagia, nei secoli dei secoli. Quella nascosta, rimasta infilata nei faldoni di migliaia e migliaia di documenti sconosciuti ai più

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L’altra Barbagia, nei secoli dei secoli. Quella nascosta, rimasta infilata nei faldoni di migliaia e migliaia di documenti sconosciuti ai più. Quella che non ha mai fatto notizia, né clamore, né ieri né tantomeno oggi. Quella volutamente dimenticata dai mass media a caccia di sangue e nient’altro e dalla mediocrazia imperante (ogni epoca ha la sua, sia chiaro).

L’altra Barbagia è quella che non è mai stata raccontata. Che non è mai finita nei libri di Storia, salvo pochissime eccezioni tenute sotto banco per pochissimi eletti. Che di rado è finita sulle pagine dei giornali, quando è successo è successo soltanto per qualche giorno appena. Mai come e quanto la cronaca, la cronaca nera. La Barbagia sembra esistere soltanto perché esiste la cronaca nera. Già il nome: Civitates Barbariae suona tanto di condanna a prescindere. Eppure c’è un’altra Barbagia, molto lontana dalla scomunica lanciata dai Romani. Non ci sono, in Barbagia, solo e soltanto i banditi e i sequestri di persona e gli omicidi che da che mondo è mondo sono dappertutto.

Lo ha sottolineato in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017, la direttrice dell’Archivio di Stato di Nuoro, Angela Orani. «Qui ci sono documenti bellissimi» ha detto presentando il lavoro monumentale appena pubblicato da Salvatore Moreddu, “Oltre il mare di Sardegna. Storie di mercanti e patroni tra il XVII e XIX secolo”. Basta sfogliare il volume per capire. E basta entrare nelle sale dell’Archivio di Stato di via Mereu per capire che c’è ancora un’altra Storia tutta da scrivere. Le carte delle cause criminali sono tante, davvero tante, non c’è dubbio, nessuno lo nega, i faldoni truculenti riempiono interi scaffali.

Ma ci sono anche tantissime carte che raccontano le paci della Barbagia, di Orgosolo come di Orune, di Nuoro e di Orani e di tutte e due le Baronie. Desistimientos, così venivano chiamati: accordi firmati davanti a un notaio per dare una veste solenne alle parole delle parti coinvolte nelle cause. Accordi presi prima ancora che un giudice intervenisse sulle singole questioni. Impegni ufficiali per il quieto vivere delle famiglie e delle comunità. Compromessi ante litteram particolarmente diffusi in Barbagia, particolarmente numerosi nelle cartelle dell’Archivio di Stato di Nuoro.

Eppure ancora così poco noti al grande pubblico e poco studiati. «Documenti che i nostri giovani dovrebbero conoscere» è l’invito della direttrice Orani. Soprattutto perché c’è tutta un’altra Storia da scrivere. Da leggere e rileggere. Perché la Barbagia, ieri e oggi, è molto di più che semplici e banali etichette macchiate di sangue.
 

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