In acqua per sconfiggere l’isolamento
La proposta dell’associazione “Il Cubo Magico” che fa nuotare i bambini autistici al Canopoleno
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SASSARI. Il nuoto come momento ludico, ma dalla valenza terapeutica, con la proposta di attività finalizzate al raggiungimento di obiettivi personalizzati e verificati. È la proposta dell’associazione “Il Cubo Magico” di Sassari, che ha come obiettivo l’accoglimento di persone affette da autismo per accompagnarle in un percorso finalizzato al miglioramento della qualità della vita. Il progetto, già operativo, nasce nella piscina Canopoleno dall’idea e la passione di Stefano Masala, presidente della Sporter e istruttore di nuoto, fra i primi in città ad accogliere la diversità nelle strutture natatorie, e Solidea Chessa, laureata in tecnica della riabilitazione psichiatrica con esperienza in strutture locali e nazionali, istruttrice di nuoto e terapista nell’ambito dell’autismo. La Chessa è tra le prime in Sardegna ad applicare la Tma, terapia multisistemica in acqua, che usa l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale e motorio, capace di spingere il soggetto con disturbi della comunicazione ad una relazione significativa, e permette di entrare in contatto con bambini che presentano difficoltà sociali in un ambiente ludico, come quello che è offerto dalla piscina. «Fino a qualche decennio fa - dicono Stefano Masala e Solidea Chessa - gli interventi nei confronti dei disabili erano solo di tipo assistenziale, non si interveniva sull’individuo, ma sulla malattia. Da allora in poi si è lavorato molto per ribaltare questa concezione. Non si punta più solo al recupero del danno, ma allo sviluppo il più possibile completo dell’intelligenza, della comunicazione, della capacità di vivere e di lavorare dei disabili, e della consapevolezza che tale capacità è acquisita solo stando all’interno della vita sociale».
Le tecniche natatorie e le capacità acquisite durante l’intervento vengono quindi utilizzate come veicolo per raggiungere obiettivi terapeutici e attuare il processo di socializzazione e integrazione con il gruppo dei pari. Il percorso, coordinato da Solidea Chessa, affiancata da istruttori qualificati, prevede a seconda delle necessità sedute in acqua individuali o di gruppo, ma è possibile attivare su richiesta un supporto psicologico dedicato alle famiglie e un servizio extra acquatico in base alle necessità del bambino e della terapia, che può riguardare lavoro sulle autonomie, supporto allo studio e terapia cognitivo comportamentale, anche a domicilio.
Fabio Fresu
Le tecniche natatorie e le capacità acquisite durante l’intervento vengono quindi utilizzate come veicolo per raggiungere obiettivi terapeutici e attuare il processo di socializzazione e integrazione con il gruppo dei pari. Il percorso, coordinato da Solidea Chessa, affiancata da istruttori qualificati, prevede a seconda delle necessità sedute in acqua individuali o di gruppo, ma è possibile attivare su richiesta un supporto psicologico dedicato alle famiglie e un servizio extra acquatico in base alle necessità del bambino e della terapia, che può riguardare lavoro sulle autonomie, supporto allo studio e terapia cognitivo comportamentale, anche a domicilio.
Fabio Fresu
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