La Nuova Sardegna

Sassari

Calancoi, l’Arpas smentisce il Comune

di Vincenzo Garofalo
Calancoi, l’Arpas smentisce il Comune

Per Palazzo Ducale non c’è allarme inquinamento. Ma l’Agenzia precisa: dati da interpretare e non mancano criticità

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SASSARI. Scontro Arpas Comune di Sassari sull’ex discarica comunale di Calancoi: la settimana scorsa nella Commissione Ambiente di Palazzo Ducale, il vicesindaco Fabio Pinna e la funzionaria del settore Ambiente, Deborah Manca, avevano riferito che non esiste nessun allarme inquinamento nei terreni e nelle falde acquifere vicini al sito chiuso dal 1997, e che le concentrazioni di metalli pesanti oltre i limiti di legge non essendo sistematiche sono dovute alla presenza in natura di tali elementi.

Tutto smentito da una precisazione ufficiale del direttore Arpas, Antonio Furesi, che tira fuori l’Agenzia da qualsiasi attestazione o conclusione, e predica maggiore prudenza. «La validazione svolta da questa Agenzia è finalizzata esclusivamente a certificare la validità dei dati analitici, ma non entra in alcun modo nel merito dell’interpretazione degli stessi», spiega il direttore.

«Fermo restando che l’interpretazione dei dati sarà valutata da Arpas e dagli altri enti coinvolti nel procedimento in sede di discussione del modello concettuale definitivo, che il soggetto titolare deve ancora proporre, è bene precisare che nella relazione di validazione elaborata dall’Agenzia sono evidenziati diversi superamenti delle concentrazioni soglia di contaminazione, così come è evidenziata la contaminazione delle acque di falda, sorgenti e acque del rio Bunnari dovuta alla presenza di coliformi fecali, totali ed escherichia coli», continua Furesi, che sulla presenza di metalli pesanti sottolinea: «Sulla presupposta attribuzione al fondo naturale delle concentrazioni eccedenti i valori soglia, si deve precisare che a oggi non è stato condotto alcuno studio dotato del necessario rigore scientifico a supporto di questa tesi. La necessità di attività di bonifica dovrà essere verificata in sede ministeriale, trattandosi di un’area inserita nel Sin di Porto Torres».

Il direttore smentisce che l’Arpas abbia mai affermato non necessaria la ripetizione dei monitoraggi negli 11 pozzi realizzati, «ma abbia al contrario posposto tale attività a un’analisi dei dati pregressi, al tempo non ancora sistemizzati». Secondo Arpas, al momento, «dal punto di vista tecnico la discarica di Calancoi, priva dei necessari presidi di tutela ambientale all’atto della sua realizzazione, costituisce oggi una sorgente primaria di contaminazione che a causa delle sue dimensioni, non potendo essere rimossa tout court, deve obbligatoriamente essere sottoposta a opere di messa in sicurezza permanente». L’assessore all’Ambiente Fabio Pinna, risponde smorzando i toni: «Non abbiamo mai voluto dire che l’ex discarica di Calancoi sia un’area immacolata o non inquinata. Si è voluto, giustamente, spegnere ogni allarmismo, in quanto in base ai dati in nostro possesso non si può affermare che il sito contamini le aree e acque circostanti. In ogni caso il Comune non abbassa la guardia e alle prossime conferenze di servizi proporrò un piano di messa in sicurezza e di monitoraggio della discarica per prevenire qualunque complicazione di tipo ambientale».

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