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Sassari

Migranti e polemiche, il Comune: la città accoglierà 31 ragazzi

Migranti e polemiche, il Comune: la città accoglierà 31 ragazzi

I richiedenti asilo saranno dislocati in cinque appartamenti Sfuma l’idea di sistemarne otto in una villa a Sant’Orsola

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SASSARI. Un finanziamento di 450mila euro messo a disposizione dal ministero dell’Interno e che il Comune di Sassari si è aggiudicato per l’accoglienza ai richiedenti asilo. Trentuno in tutto i ragazzi che saranno ospitati in città, in piccoli gruppi sistemati in appartamenti che favoriscano l’inserimento sociale. Nessun «ghetto», quindi, ma accoglienza «diffusa» in diversi quartieri cittadini.

Lo hanno ribadito gli amministratori comunali nell’incontro organizzato lunedì sera a Sant’Orsola per spiegare alla cittadinanza in cosa consiste lo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A Sant’Orsola erano stati destinati otto adolescenti, nella villa della famiglia Pilo che – dopo la stipula del contratto tra i proprietari e la Ong Gus – era stata presa di mira dagli incendiari. I Pilo hanno deciso di accantonare l’idea e di rescindere il contratto con l’organizzazione.

Lunedì sera è stata data voce anche a loro, gli immigrati. «Non siamo sardi, italiani o africani. Siamo tutti cittadini del mondo», le parole di Max, ragazzo del Mali da tre anni in Sardegna, studente e mediatore culturale, inserito in un progetto Sprar del Gus (Gruppo umana solidarietà).

All’incontro hanno partecipato in tanti, abitanti del quartiere e non. È stato un momento di dialogo dove il sindaco Nicola Sanna, il prefetto Giuseppe Marani, l’assessora alle Politiche sociali Monica Spanedda e la coordinatrice regionale dei progetti Sprar Gus Sardegna Katia Luciani hanno spiegato in cosa consiste il percorso studiato per i 31 ragazzi.

«Desideriamo – ha spiegato l’assessora Monica Spanedda – che questi giovani che sono arrivati nella nostra città fuggendo da guerra e persecuzione possano diventare nostri concittadini ed essere inseriti nella nostra società. Affrontare la situazione come stiamo facendo fa la differenza tra essere proni rispetto ai problemi e saperli gestire, trovando la soluzione migliore per noi e per loro».

Il Gus, che già opera in tutta Italia e in Sardegna è attivo a Cagliari, Alghero, Capoterra, Porto Torres, Uta e Villasimius, collaborerà con il Comune di Sassari nel nuovo progetto Sprar. Nell’ottica di un’accoglienza diffusa sono stati siglati 5 contratti di locazione con privati che hanno messo a disposizione le proprie case. Gli appartamenti sono in diversi quartieri di Sassari dove «organizzeremo incontri con la cittadinanza per spiegare il nostro progetto prima che questo parta» ha sottolineato Katia Luciani. I 31 beneficiari avranno percorsi personalizzati, con corsi di italiano e formativi e successiva attivazione di un tirocinio o contratto in aziende locali. I ragazzi saranno informati sui servizi offerti dal territorio e saranno inseriti come volontari nel mondo dell’associazionismo locale, sarà facilitato lo scambio culturale tra giovani con visite negli istituti scolastici e università durante i quali racconteranno la loro esperienza. Spazio anche alla cultura, con gite nei più importanti siti archeologici e storici. Saranno organizzati laboratori di teatro, cinema, musica, informatica, manualità e attività sportive dove ragazzi di tutte le età si confronteranno e stringeranno rapporti di amicizia.



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