Furti nelle ville, sgominata banda con auto a noleggio
di Gianni Bazzoni
I colpi commessi tra Alghero, Porto Torres e Valledoria. La polizia ha arrestato 4 persone, recuperata la refurtiva
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SASSARI. Per tracciare il percorso della banda avevano sistemato un rilevatore gps su un’auto presa a noleggio all’aeroporto di Alghero. Così è stato possibile ricostruire tutti i percorsi e le soste che - stranamente - coincidevano anche con i furti commessi nelle ville tra Alghero, Porto Torres e Valledoria. Il lavoro degli investigatori del commissariato di Alghero - guidati dal dirigente Walter Cossu - ha permesso di individuare e arrestare i componenti di una banda (quattro persone di etnia sinti). Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Sassari Giancosimo Mura, su richiesta del pubblico ministero Mario Leo, sono state eseguite ad Aprilia, perché nel frattempo il gruppo aveva lasciato la Sardegna. Nel corso dell’operazione è stata recuperata diversa refurtiva, oltre mezzo chilo di oggetti in oro.
In carcere sono finiti Denni Quirini, 26 anni, romano, residente nella capitale; Patrizio Fè, 27; Francesco Spera, 39 e Samuel Lucchesi, di 29, tutti residenti ad Aprilia. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati trovati altri gioielli e oggetti preziosi di sospetta provenienza furtiva.
Le indagini degli agenti del commissariato di Alghero erano cominciate a luglio, in occasione dell’arrivo dei quattro giovani con le rispettive famiglie che avevano soggiornato a Porto Torres. Controllati, erano risultati tutti con precedenti specifici per furto. L’attività sviluppata con metodi tradizionali ha permesso di ottenere una serie di riscontri riguardo a furti commessi in abitazioni tra Alghero, Porto Torres e Valledoria.
Una prima parte della refurtiva era stata scoperta nascosta in un muretto a secco, prima del recupero da parte della banda. Altri preziosi erano stati recuperati nel corso della perquisizione compiuta in porto a Porto Torres. Parte della refurtiva è già stata restituita ai proprietari. Gli arrestati postavano video su Facebook e si vantavano dei furti: «...ma che ce frega se mezzo chilo ce l’hanno preso...» (facendo riferimento ai gioielli recuperati dalla polizia). Sentendosi braccati, i quattro si sono presentati spontaneamente agli inquirenti ad Aprilia. Le ordinanze sono state notificate direttamente in carcere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In carcere sono finiti Denni Quirini, 26 anni, romano, residente nella capitale; Patrizio Fè, 27; Francesco Spera, 39 e Samuel Lucchesi, di 29, tutti residenti ad Aprilia. Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati trovati altri gioielli e oggetti preziosi di sospetta provenienza furtiva.
Le indagini degli agenti del commissariato di Alghero erano cominciate a luglio, in occasione dell’arrivo dei quattro giovani con le rispettive famiglie che avevano soggiornato a Porto Torres. Controllati, erano risultati tutti con precedenti specifici per furto. L’attività sviluppata con metodi tradizionali ha permesso di ottenere una serie di riscontri riguardo a furti commessi in abitazioni tra Alghero, Porto Torres e Valledoria.
Una prima parte della refurtiva era stata scoperta nascosta in un muretto a secco, prima del recupero da parte della banda. Altri preziosi erano stati recuperati nel corso della perquisizione compiuta in porto a Porto Torres. Parte della refurtiva è già stata restituita ai proprietari. Gli arrestati postavano video su Facebook e si vantavano dei furti: «...ma che ce frega se mezzo chilo ce l’hanno preso...» (facendo riferimento ai gioielli recuperati dalla polizia). Sentendosi braccati, i quattro si sono presentati spontaneamente agli inquirenti ad Aprilia. Le ordinanze sono state notificate direttamente in carcere.
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