caseificio ad alta tecnologia
Cooperativa Lait, il pecorino che fa impazzire gli americani
ITTIRI. Il pecorino romano targato Lait, la cooperativa formata da 400 allevatori soci di tutto il territorio del Coros, viaggia perlopiù grattugiato, in tutti gli Stati Uniti e nel Canada, oltre che...
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ITTIRI. Il pecorino romano targato Lait, la cooperativa formata da 400 allevatori soci di tutto il territorio del Coros, viaggia perlopiù grattugiato, in tutti gli Stati Uniti e nel Canada, oltre che in varie regioni italiane, dal 1959. Una realtà, quella della Lattiera di Ittiri, seconda soltanto ai grandi caseifici di Thiesi. Attraverso i sofisticati macchinari per la pastorizzazione, per la trasformazione prima in caglio e poi in forme cilindriche di grandi dimensioni, e infine per la salatura nelle apposite vasche prima dell’arrivo nelle cantine per la stagionatura, passano ogni anno quindici milioni di litri di latte. A conferirlo nello stabilimento alla periferia del paese sono i 400 allevatori di pecore che operano nel territorio e - spiegano gli addetti - nei centri presenti nel raggio di circa 50 chilometri da Ittiri.
Lo stabilimento copre una superficie di 12mila metri quadrati nel quale lavorano una quarantina di persone, compresi gli stagionali. Questo perché le macchine hanno sostituito il lavoro artigianale in molte parti del procedimento. Nonostante ciò il formaggio ottenuto dalla cooperativa Lait è considerato di ottima qualità, aumentata nel tempo dalla possibilità di utilizzare meno sale per la stagionatura. A fronte di una produzione di 25mila quintali di formaggio esportato in tutto il mondo c’è il sacrificio dei pastori che patiscono le conseguenze del prezzo del latte: il 2016 è da considerare un’annata disastrosa da questo punto di vista. Visto che la produzione di formaggio è stata molto alta le impietose leggi del mercato hanno abbassato il valore del latte fino a 60 centesimi al litro, contro gli 1,20-1,40 che consentono la sopravvivenza di centinaia e migliaia di aziende di allevamento nell’isola. (g.g.)
Lo stabilimento copre una superficie di 12mila metri quadrati nel quale lavorano una quarantina di persone, compresi gli stagionali. Questo perché le macchine hanno sostituito il lavoro artigianale in molte parti del procedimento. Nonostante ciò il formaggio ottenuto dalla cooperativa Lait è considerato di ottima qualità, aumentata nel tempo dalla possibilità di utilizzare meno sale per la stagionatura. A fronte di una produzione di 25mila quintali di formaggio esportato in tutto il mondo c’è il sacrificio dei pastori che patiscono le conseguenze del prezzo del latte: il 2016 è da considerare un’annata disastrosa da questo punto di vista. Visto che la produzione di formaggio è stata molto alta le impietose leggi del mercato hanno abbassato il valore del latte fino a 60 centesimi al litro, contro gli 1,20-1,40 che consentono la sopravvivenza di centinaia e migliaia di aziende di allevamento nell’isola. (g.g.)
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