Abbandonati e danneggiati i gozzi per il canottaggio
PORTO TORRES. La città ha dei trascorsi importanti nella disciplina sportiva del canottaggio - con i fratelli Montanino e Salvatore Nuvoli che parteciparono alle Olimpiadi di Helsinky del 1952 e a...
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO TORRES. La città ha dei trascorsi importanti nella disciplina sportiva del canottaggio - con i fratelli Montanino e Salvatore Nuvoli che parteciparono alle Olimpiadi di Helsinky del 1952 e a Melbourne nel 1956 - ma i gozzi acquistati anni fa dall’amministrazione per sviluppare la voga a banco sono stati letteralmente abbandonati nell’area dell’autoparco comunale e vicino a un cantiere navale.
Si tratta di dieci armi che il Comune comprò (costo 100 milioni di lire) proprio allo scopo di conservare un aspetto della tradizione marinaresca cittadina, su proposta dell’allora assessore al Turismo Gigi Urtis che credeva nello sviluppo del canottaggio a sedile fisso in una comunità marinara.
Negli anni Novanta si formarono alcune società di canottaggio che si sfidarono nel campionato provinciale a sedile fisso utilizzando i gozzi nazionali, con la vincente che veniva poi ammessa alle finali nazionali che si svolgevano generalmente in un lago del nord Italia. Ancora qualche anno di gare, poi l’abbandono degli armi e il loro lento degrado anche per il disinteresse del Comune proprietario.
Su questo argomento ha presentato una interrogazione l’ex sindaco Giacomo Rum, attraverso la formula del question time voluto dall’amministrazione pentastellata, che ha chiesto al sindaco «quali iniziative abbia voglia di intraprendere per porre fine tale degrado». Trattandosi soprattutto di barche acquistate con soldi pubblici e in fondo di un pezzo di storia di Porto Torres. Resta una domanda: perché tutto si perde nel disinteresse generale? (g.m.)
Si tratta di dieci armi che il Comune comprò (costo 100 milioni di lire) proprio allo scopo di conservare un aspetto della tradizione marinaresca cittadina, su proposta dell’allora assessore al Turismo Gigi Urtis che credeva nello sviluppo del canottaggio a sedile fisso in una comunità marinara.
Negli anni Novanta si formarono alcune società di canottaggio che si sfidarono nel campionato provinciale a sedile fisso utilizzando i gozzi nazionali, con la vincente che veniva poi ammessa alle finali nazionali che si svolgevano generalmente in un lago del nord Italia. Ancora qualche anno di gare, poi l’abbandono degli armi e il loro lento degrado anche per il disinteresse del Comune proprietario.
Su questo argomento ha presentato una interrogazione l’ex sindaco Giacomo Rum, attraverso la formula del question time voluto dall’amministrazione pentastellata, che ha chiesto al sindaco «quali iniziative abbia voglia di intraprendere per porre fine tale degrado». Trattandosi soprattutto di barche acquistate con soldi pubblici e in fondo di un pezzo di storia di Porto Torres. Resta una domanda: perché tutto si perde nel disinteresse generale? (g.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google