La Nuova Sardegna

Sassari

Ladri di statue al cimitero monumentale

di Giovanni Bua
Ladri di statue al cimitero monumentale

Staccato il teschio della tomba Murtula e bassorilievi bronzei dalla piramide Ardisson. Il direttore: dalle 18 nessun controllo

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SASSARI. Vincolato dalla Soprintendenza, trascurato dai proprietari delle tombe, non controllato dalle amministrazioni comunali che non hanno le risorse per la sorveglianza e per la manutenzione, il cimitero monumentale cittadino, costruito nel 1837, perde i pezzi. E i suoi capolavori, realizzati da insigni scultori per onorare famiglie nobili e illustri cittadini sassaresi, quando non si sgretolano aggrediti da smog e intemperie, diventano bersaglio di ladri e vandali.

L’ultima segnalazione arriva da Fabio Ladinetti, che gestisce una accurata pagina facebook dedicata al cimitero monumentale cittadino. A sparire questa volta è stato il teschio della tomba Murtula, che segue il furto delle aquile bronzee dell’inizio del ’900 “strappate” della piramide di Ardisson. Furto confermato dal direttore del cimitero, Michele Bonomi che sottolinea: «Vediamo ora il danneggiamento della tomba Murtula, ma nessuna segnalazione è stata fatta dalla famiglia. E nessuna denuncia è stata presentata alle forze dell’ordine. Purtroppo è l’ennesimo atto di vandalismo, che, insieme al drammatico fenomeno dei furti, non sappiamo più come arginare».

Il problema è complesso. Gli ingressi del camposanto infatti sono controllati, spesso solo dagli operai del cantiere, ma comunque unicamente per “regolare” l’accesso degli automezzi. E in ogni caso dalle 18 non c’è più nessuna vigilanza. «Prima venivano a rubare metallo – spiega Bonomi – poi hanno iniziato col marmo. Ora si stanno accanendo sul Monumentale, anche se in questo caso più che di furti penso si tratti di vandalismo. Cosa, per certi versi, ancora più inquietante. Rimane il fatto che l’area cimiteriale è ampia più di 16 ettari. Ed è difficile immaginare come mettere in piedi un controllo efficace degli accessi e soprattutto dell’interno».

Sulla conservazione della parte monumentale la questione si fa ancora più intricata. Le tombe infatti sono tutte private, e vincolate dalla Soprintendenza. In alcuni casi negli anni sono diventate di fatto senza padrone, in altri gli eredi non si curano della manutenzione. La tomba Murtula oggetto del furto, ad esempio, è stata usata l’ultima volta per una tumulazione nel 1986 e da allora non c’è stato più alcun contatto tra la direzione del cimitero e la famiglia. In caso di tombe abbandonate la competenza passa a Comune e Soprintendenza, che però hanno a disposizione risorse davvero risicate, che allo stato non sembrano nemmeno permettere un reale censimento della situazione. Figurarsi un organico piano di recupero. «Noi interveniamo d’ufficio solo quando si creano situazioni di pericolo – spiega Bonomi – Se ci sono dei crolli isoliamo l’area. Non possiamo fare altro».

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