L’opera
LinguaLimba, incontro tra culture
L’ultimo lavoro del poeta Franco Cocco verrà presentato a Oschiri
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OZIERI. Si intitola LinguaLimba, Apologia della mandorla gèmina l’ultima fatica letteraria del professor Franco Cocco, schivo quanto affermato poeta e scrittore buddusoino naturalizzato ozierese. E’ un poemetto breve in linea con quanto l’autore ha sempre pubblicato utilizzando a volte il sardo e altre volte l’italiano, sempre con un sentimento profondo e una lirica davvero raffinata.
La mandorla gèmina è quella che ha un doppio seme all’interno ed è proprio questa immagine a richiamare il tema trattato. Il poeta infatti costruisce il poemetto sull’incontro di due personalità amiche e per certi versi gemelle, lui stesso appunto e Placido Cherchi, indimenticato antropologo e profondo conoscitore della cultura e identità sarda, oschirese di origine, scomparso nel 2013.
«Entrambi, Cherchi e Cocco, non sono così ossessivamente narcisisti e fondamentalisti al punto da diventare fanatici paladini etnico-culturali – dice nella prefazione Leandro Muoni –, partigiani maniacali dell’idea nazionale sarda, bensì innestano sul tronco già in sé e per sé molteplice del ricco patrimonio ereditario della civiltà locale i rami polivalenti di una cultura aperta, non in contrapposizione programmata e dichiarata con quella segnatamente italiana, bersaglio polemico obbligato del sardismo ideologico, ma in una forma di concordia discorsiva che pur esaltando le differenze e peculiarità insulari, non perde di vista il contatto con la cultura della penisola».
L’opera verrà presentata a breve ad Oschiri, paese natale di Placido Cherchi.(f.sq.)
La mandorla gèmina è quella che ha un doppio seme all’interno ed è proprio questa immagine a richiamare il tema trattato. Il poeta infatti costruisce il poemetto sull’incontro di due personalità amiche e per certi versi gemelle, lui stesso appunto e Placido Cherchi, indimenticato antropologo e profondo conoscitore della cultura e identità sarda, oschirese di origine, scomparso nel 2013.
«Entrambi, Cherchi e Cocco, non sono così ossessivamente narcisisti e fondamentalisti al punto da diventare fanatici paladini etnico-culturali – dice nella prefazione Leandro Muoni –, partigiani maniacali dell’idea nazionale sarda, bensì innestano sul tronco già in sé e per sé molteplice del ricco patrimonio ereditario della civiltà locale i rami polivalenti di una cultura aperta, non in contrapposizione programmata e dichiarata con quella segnatamente italiana, bersaglio polemico obbligato del sardismo ideologico, ma in una forma di concordia discorsiva che pur esaltando le differenze e peculiarità insulari, non perde di vista il contatto con la cultura della penisola».
L’opera verrà presentata a breve ad Oschiri, paese natale di Placido Cherchi.(f.sq.)
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