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Ozieri, il Comune detta le regole dell’accoglienza

di Barbara Mastino
Ozieri, il Comune detta le regole dell’accoglienza

Pronto il bando Sprar per i richiedenti asilo che non potranno essere più di 14 Ma il tetto non è retroattivo e non riguarda gli ospiti già presenti nelle strutture

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OZIERI. Un po’ di ordine nella intricata materia dell’accoglienza dei migranti arriva dall’adesione del Comune di Ozieri al bando Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del minitero dell’Interno con cui si stabilisce da ora in poi un tetto massimo di quattordici persone che possono essere accolte e le modalità di ospitalità.

Stando a quanto fissato dal documento, che nella delibera di adesione è definito «l’unico sistema di accoglienza non “emergenziale” sostenibile, basato sui piccoli numeri e incentrato a favorire lo scambio interculturale tra e con le etnie presenti nel territorio», Ozieri potrà accogliere un massimo di «quattordici richiedenti, preferibilmente uomini, titolari di protezione internazionale, nonché di protezione umanitaria». Gli ospiti dovranno essere accolti «da parte di soggetti privati e/o operatori economici interessati alla cessione in locazione di idonei appartamenti (con un numero massimo di quattro occupanti/appartamento».

Queste sono le direttive contenute nella richiesta di manifestazione di interesse, la cui redazione è stata affidata dalla giunta al settore Servizi Sociali del Comune, che in seguito dovrà vagliare tali richieste in base alle direttive nazionali e alle precise esigenze locali.

«Il bando Sprar - spiega infatti il sindaco Marco Murgia - ci consente di predisporre un’accoglienza diffusa e di evitare le imposizioni dall’alto derivanti dalla necessità di gestire l’emergenza inviando tante persone in uno stesso luogo. È un passaggio che avremmo dovuto fare prima, ma dopo le elezioni amministrative abbiamo dovuto attendere la pubblicazione di un altro bando».

A Ozieri infatti c’è già una forte presenza di richiedenti asilo, ospitati in minima parte dalla Caritas e in maggioranza in un’altra struttura. Numeri elevati che il Comune non ha potuto gestire, derivando da una decisione del prefetto.

Il bando Sprar ora fissa un tetto, ma non retroattivo: però questo non impedisce che alcuni dei richiedenti asilo attualmente ospitati nelle altre strutture possano essere dirottati sui nuovi alloggi. Sarà l’esito della richiesta di manifestazioni di interesse a dare una risposta. Altro punto da segnalare è che non ci sarà nessun onere a carico del Comune, che anzi avrà accesso a uno speciale finanziamento ministeriale da utilizzare anche per altri scopi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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