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Bono, a fuoco 600 balle di fieno morte 15 pecore

Bono, a fuoco 600 balle di fieno morte 15 pecore

Il rogo è divampato nell’azienda agricola di un barracello Le indagini sulla natura dell’incendio affidate ai carabinieri

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BONO. Stavolta gli incendiari - se verrà accertata la natura dolosa delle fiamme - hanno alzato il tiro e preso di mira uno dei componenti della compagnia barracellare di Bono, Giuseppe Sedda di 53 anni. Un rogo di sospetta natura dolosa, infatti, ha mandato in fumo centinaia di balle di fieno e ucciso 15 pecore.

L’incendio è divampato nella notte fra sabato e domenica, in località Sa Tanca e Su Re, dove Giuseppe Sedda possiede un’azienda zootecnica. Le fiamme hanno aggredito le scorte di fieno, 650 rotoballe, e ucciso quindici pecore che erano ricoverate all’interno dello stesso capannone.

A Sa Tanca e Su Re sono arrivate due squadre dei vigili del fuoco, partite dal distaccamento di Ozieri e dal comando provinciale di Nuoro, che hanno lottato a lungo per aver ragione delle fiamme. Un lavoro che però non è servito a salvare il bestiame custodito nel capannone. Solo ieri i vigili del fuoco sono riusciti a domare l’incendio, con le operazioni di bonifica che sono andate per le lunghe. Inoltre dovrà essere accertato se il fuoco ha minato o meno le strutture portanti del capannone che rischia l’inagibilità.

Il fumo e le altissime temperature all’interno del capannone non hanno lasciato scampo alle pecore e anche il tentativo di mettere in sicurezza le scorte di fieno non ha avuto successo. I danni ammontano a diverse migliaia di euro, anche se per riuscire a stilare un bilancio definitivo, occorrerà che i vigili del fuoco e i carabinieri di completino gli accertamenti attualmente in corso. Carabinieri che poi dovranno predisporre un rapporto da inviare alla magistratura nuorese, rapporto che dovrà per forza di cose contenere le valutazioni tecniche dei vigili del fuoco. Nel frattempo i carabinieri della compagnia di Bono hanno avviato le indagini per individuare gli incendiari. E se manca ancora la certezza “tecnica” dell’origine delle fiamme, gli investigatori sembrano nutrire pochi dubbi sulle cause del rogo. Giuseppe Sedda è infatti un componente della compagnia barracellare e questo, particolare che ha indotto le forze dell’ordine a svolgere un approfondimento investigativo.

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