Sassari, scritte nel centro storico: «I nostri figli offesi con parole di odio»

Joseph Azuka, rappresentante della comunità nigeriana: «Via quelle vergognose scritte dai muri, le leggono i bambini»

SASSARI. «Cancellate quelle scritte vergognose dai muri del centro storico, quando tornano a casa da scuola i nostri bambini ci chiedono il motivo di tanto odio nei nostri confronti e non sappiamo più cosa rispondere».

È addolorato e chiede aiuto al Comune e alle forze dell’ordine Joseph Azuka - rappresentante della comunità nigeriana in città, ma ormai cittadino sassarese da quasi vent’anni - dopo la comparsa di una ventina di scritte razziste e minacce di morte sui muri del centro storico, concentrate nella zona di Sant'Apollinare. Una delle scritte del sedicente “Gruppo reazionario sassarese” è indirizzata alla assessora ai servizi sociali Monica Spanedda, colpevole di essere intervenuta i giorni scorsi a difesa delle politiche di integrazione del Comune relative ai richiedenti asilo, sottolineando come, passata la fase emergenziale, fosse arrivato il momento di dedicarsi alla vera integrazione.

«È doloroso, oltre che inquietante - spiega Joseph Azuka - vedere i muri della città che mi ha accolto quasi 20 anni fa imbrattati da squallide frasi inneggianti all’odio razziale. Non è giustificabile un simile comportamento - aggiunge Joseph - sia in quanto è inammissibile lo sfregio di una facciata, sia ancor più perché si denigra una intera razza, un popolo che sempre ha lavorato per favorire l’integrazione, che si è dato regole e che le regole le ha sempre rispettate. Parliamo di uomini e di donne che hanno sempre cercato di non urtare la sensibilità di coloro che li vedevano semplicemente come neri di un popolo - continua il rappresentante dei nigeriani - che ha sempre cercato il dialogo».

Joseph Azuka, ha un’attività commerciale al Corso, conosce bene la zona ed è consapevole del fatto che esista un problema di spaccio, ma non accetta generalizzazioni. «Intervengano le forze dell’ordine - spiega -ma non è giusto accusare tutti i nigeriani di essere spacciatori. Capisco anche che quando hanno aperto i centri di accoglienza una moltitudine di persone si è riversata per le vie del centro - prosegue Joseph - ma anche da costoro, la comunità nigeriana ha preteso il rispetto delle regole. Purtroppo una gestione sconsiderata dei centri ha inevitabilmente portato al collasso alcune criticità. Mai e poi mai comunque mi arrenderò dal perseguire la migliore integrazione razziale mettendomi a disposizione delle autorità - conclude Joseph - e auspicando una fattiva collaborazione, con l’unico scopo di rendere la nostra meravigliosa Sassari una città pulita e vivibile».
 

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