A San Donato apre il “piccolo cinema”
La scuola “simbolo” e l’intero quartiere protagonisti del nuovo esperimento culturale
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SASSARI. Benvenuti al “Piccolo Cinema San Donato”. Nella scuola simbolo della parte bassa del centro storico di Sassari, che negli anni si è fatta testimone di innovative forme di accoglienza, integrazione e multiculturalità, ora si punta sul cinema come molla per stimolare e diffondere la creatività.
Ieri ha aperto i battenti la rassegna cinematografica con cui entra nel vivo il progetto finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dal programma nazionale “Scuola: spazio aperto alla cultura”, nell’ambito del quale l’istituto comprensivo di San Donato è l’unica scuola in Sardegna finanziata. Le attività di “Brutti, sporchi e cattivi?” si articolano in tre azioni principali. Il primo step è l’allestimento di uno spazio dell’edificio scolastico per ospitare la proiezione di film e attività per la produzione e la post-produzione video. I lavori di restyling sono già partiti e permetteranno la realizzazione di una accogliente sala dedicata al cinema. Per ora gli spettacoli saranno proiettati in uno spazio provvisorio. Alle 16.30 la visione sarà dedicata ai bambini, e non solo a quelli della scuola, ovviamente. Lo spettacolo delle 18.30 del giovedì è per il grande cinema di culto, difficile da rivedere sul grande schermo. Quello del venerdì è invece un percorso di recupero del buon cinema italiano contemporaneo, che non trova spazio nelle sale cittadine. L’ingresso è gratuito, e durante le proiezioni ci sarà caffè, the e bibite a disposizione del pubblico.
Il secondo step di “Brutti, sporchi e cattivi?” è un festival cinematografico nella scuola. Il 7, l’8 e il 9 dicembre torna “DocSS – Festival internazionale del cinema urbano”. Come nella prima edizione, celebrata esattamente due anni fa, protagonista sarà il paesaggio urbano, le contraddizioni sociali e culturali cui fa da scenario e l’idea di progresso che esprime potenzialmente, visti dalla periferia di un Paese demograficamente “deprovincializzato” dal bisogno e non da una vera e propria vocazione metropolitana, con lo sguardo puntato verso un contesto internazionale sempre più ricco di modelli di rigenerazione fisica e morale cui ispirarsi per ripartire. Il terzo progetto, più complesso e laborioso, è la realizzazione di un lungometraggio popolare pensato per dar voce agli abitanti del quartiere e della scuola di San Donato.
Ieri ha aperto i battenti la rassegna cinematografica con cui entra nel vivo il progetto finanziato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e dal programma nazionale “Scuola: spazio aperto alla cultura”, nell’ambito del quale l’istituto comprensivo di San Donato è l’unica scuola in Sardegna finanziata. Le attività di “Brutti, sporchi e cattivi?” si articolano in tre azioni principali. Il primo step è l’allestimento di uno spazio dell’edificio scolastico per ospitare la proiezione di film e attività per la produzione e la post-produzione video. I lavori di restyling sono già partiti e permetteranno la realizzazione di una accogliente sala dedicata al cinema. Per ora gli spettacoli saranno proiettati in uno spazio provvisorio. Alle 16.30 la visione sarà dedicata ai bambini, e non solo a quelli della scuola, ovviamente. Lo spettacolo delle 18.30 del giovedì è per il grande cinema di culto, difficile da rivedere sul grande schermo. Quello del venerdì è invece un percorso di recupero del buon cinema italiano contemporaneo, che non trova spazio nelle sale cittadine. L’ingresso è gratuito, e durante le proiezioni ci sarà caffè, the e bibite a disposizione del pubblico.
Il secondo step di “Brutti, sporchi e cattivi?” è un festival cinematografico nella scuola. Il 7, l’8 e il 9 dicembre torna “DocSS – Festival internazionale del cinema urbano”. Come nella prima edizione, celebrata esattamente due anni fa, protagonista sarà il paesaggio urbano, le contraddizioni sociali e culturali cui fa da scenario e l’idea di progresso che esprime potenzialmente, visti dalla periferia di un Paese demograficamente “deprovincializzato” dal bisogno e non da una vera e propria vocazione metropolitana, con lo sguardo puntato verso un contesto internazionale sempre più ricco di modelli di rigenerazione fisica e morale cui ispirarsi per ripartire. Il terzo progetto, più complesso e laborioso, è la realizzazione di un lungometraggio popolare pensato per dar voce agli abitanti del quartiere e della scuola di San Donato.
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