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Sassari

Morghen dal Gup ma slitta l’udienza sul servizio civico

di Salvatore Santoni
Morghen dal Gup ma slitta l’udienza sul servizio civico

Il sindaco di Sorso è accusato di aver favorito alcuni utenti L’avvocato difensore: i nominativi erano indicati dagli uffici

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SORSO. Slitta al prossimo anno la decisione sul processo per l’inchiesta sui presunti abusi nel servizio civico comunale di Sorso. L’udienza preliminare era prevista ieri mattina ma è saltata a causa di impegni improrogabili del giudice. La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco Giuseppe Morghen e altre quattro persone tra amministratori e funzionari comunali. Secondo gli inquirenti, gli imputati avrebbero procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale favorendo alcuni utenti dei servizi sociali e creando di conseguenza una spesa extra a carico delle casse comunali quantificata in circa 100mila euro. La nuova udienza preliminare davanti al gup è stata fissata al 24 gennaio 2018.

Le indagini. L’inchiesta sulla gestione dei sussidi alle estreme povertà del Comune era partita nel 2016 con un esposto presentato dal consigliere comunale Michele Cossu. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Cristina Carunchio e svolte dalla Guardia di finanza di Porto Torres, sono andate avanti per mesi. Dalle carte dell’inchiesta della Procura era emerso che tra il 2013 e il 2016 l’amministrazione comunale sorsense avrebbe avvantaggiato sei persone, tutti beneficiari del sevizio civico, erogando il sussidio in modo continuativo - mentre la legge regionale prevedeva la turnazione - e in certi casi maggiorando il contributo oltre il limite consentito.

Gli imputati. Secondo l’accusa, Giuseppe Morghen avrebbe provveduto a confermare e sostituire i nominativi degli elenchi dei turni, proposti dal responsabile del servizio, fra quelli che avevano presentato domanda, generando un costo ulteriore per le casse comunali di circa 8mila euro. L’assessore Angelo Agostino Spanu avrebbe confermato e sostituito nominativi portando il Comune alla liquidazione di circa 27mila euro in più. L’ex dirigente Pietro Nurra avrebbe invece confermato e vistato quanto stabilito nelle determinazioni del responsabile del servizio sociale determinando un surplus di spesa di oltre 35mila euro. L’ex responsabile dei servizi sociali, Bonaria Mameli, avrebbe confermato la composizione dei turni, così come determinati dal sindaco e dagli assessori, in contrasto con la normativa regionale, per un aggravio di costi di circa 32mila euro. Stesso discorso per Walter Vincenzo Marchetiello, a cui viene contestata una spesa extra per il Comune di circa 3mila euro.

La difesa. «C’è un errore di fondo sul ruolo del mio cliente nella vicenda - spiega l’avvocato Nicola Lucchi Clemente, che rappresenta in giudizio il primo cittadino - poiché i nominativi non venivano scelti di certo dal sindaco, ma sono invece questioni di cui si occupano gli uffici». La Procura pone l’accento anche sul fatto che non si seguisse la turnazione prevista. «Quei sussidi - aggiunge il legale - venivano coperti con fondi da bilancio comunale. E quindi le cifre contestate non sono quelle che emergono dai report degli inquirenti». Una serie di controdeduzioni che lasciano trasparire come la difesa punterà con tutta probabilità a ottenere davanti al gup il non luogo a procedere.

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