via asproni
Tavolini straripanti: chiuso il “Clamarò”
SASSARI. Per qualche giorno centinaia di ragazzi dovranno trovare un altro approdo per le loro serate. Infatti da ieri le porte del locale Clamarò di via Giorgio Asproni sono chiuse e lo resteranno...
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SASSARI. Per qualche giorno centinaia di ragazzi dovranno trovare un altro approdo per le loro serate. Infatti da ieri le porte del locale Clamarò di via Giorgio Asproni sono chiuse e lo resteranno per cinque giorni.
A quanto pare il proprietario per tre volte consecutive ha violato le disposizioni comunali sull’occupazione del suolo pubblico, espandendosi sul marciapiede con sedie e tavolini per uno spazio più del doppio di quello consentito. I dirigenti del Suap hanno così disposto la chiusura del locale sino al 15 novembre, ma soprattutto, e questo è il provvedimento più pesante, hanno revocato la concessione per l’occupazione del marciapiedi. Un bel problema per i gestori, visto che Clamarò era diventato un punto di ritrovo fisso per la movida sassarese trasformandosi in un locale frequentatissimo. Ma proprio questo successo si è rivelata un’arma a doppio taglio. Infatti i residenti di via Asproni continuavano a lamentarsi per il rumore e l’esuberanza dei clienti, e al comando dei vigili urbani sono arrivati una serie di esposti. Gli agenti per tre volte hanno svolto dei controlli, e oltre che sul volume e sull’eventuale disturbo della quiete pubblica, hanno concentrato la loro attenzione sulle autorizzazioni del locale. E hanno misurato lo spazio di suolo pubblico occupato da tavoli e sedie. La prima volta, a fronte di 20 metri quadri concessi, la colonizzazione del suolo pubblico si allargava per 65 metri quadrati. Al secondo controllo Clamarò ha straripato per il doppio dello spazio, e stessa situazione al terzo sopralluogo. Così l’amministrazione ha deciso di adottare dei provvedimenti più severi.
A quanto pare il proprietario per tre volte consecutive ha violato le disposizioni comunali sull’occupazione del suolo pubblico, espandendosi sul marciapiede con sedie e tavolini per uno spazio più del doppio di quello consentito. I dirigenti del Suap hanno così disposto la chiusura del locale sino al 15 novembre, ma soprattutto, e questo è il provvedimento più pesante, hanno revocato la concessione per l’occupazione del marciapiedi. Un bel problema per i gestori, visto che Clamarò era diventato un punto di ritrovo fisso per la movida sassarese trasformandosi in un locale frequentatissimo. Ma proprio questo successo si è rivelata un’arma a doppio taglio. Infatti i residenti di via Asproni continuavano a lamentarsi per il rumore e l’esuberanza dei clienti, e al comando dei vigili urbani sono arrivati una serie di esposti. Gli agenti per tre volte hanno svolto dei controlli, e oltre che sul volume e sull’eventuale disturbo della quiete pubblica, hanno concentrato la loro attenzione sulle autorizzazioni del locale. E hanno misurato lo spazio di suolo pubblico occupato da tavoli e sedie. La prima volta, a fronte di 20 metri quadri concessi, la colonizzazione del suolo pubblico si allargava per 65 metri quadrati. Al secondo controllo Clamarò ha straripato per il doppio dello spazio, e stessa situazione al terzo sopralluogo. Così l’amministrazione ha deciso di adottare dei provvedimenti più severi.
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