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Sassari

Villanova, caso Laborintus il sindaco verso il processo

Villanova, caso Laborintus il sindaco verso il processo

Il gup ordina al pm l’imputazione coatta di Quirico Meloni per un appalto Per la stessa vicenda già condannato dalla Corte dei conti a risarcire il Comune

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VILLANOVA. Prima la denuncia da parte della cooperativa Laborintus, poi le indagini della Procura, due richieste di archiviazione del pm e due opposizioni. Ora, a distanza di tre anni, l a gip Carmela Rita Serra ha disposto l’imputazione coatta. Significa che il pubblico ministero deve formulare l’accusa di abuso d’ufficio nei confronti del sindaco Qurico Meloni.

Archiviata la posizione dell’altro indagato Salvatore Carta, la giudice ha invece ordinato la restituzione degli atti al pm relativamente alla posizione del primo cittadino. La vicenda riguarda l’affidamento del servizio di gestione del Parco archeologico di Nurgahe Appiu per il biennio 2014/2015 da parte del comune di Villanova Monteleone. Alla gara aveano preso parte la società cooperativa Laborintus e la cooperativa Calarinas Scarl, la quale era stata dichiarata vincitrice con determinazione del responsabile del servizio socio-culturale con aggiudicazione definitiva sulla base del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

A marzo del 2014 la cooperativa Laborintus aveva presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento della determinazione e di tutti gli atti e i provvedimenti adottati dalla commissione aggiudicatrice, del bando di gara e del capitolato speciale di appalto con subentro della stessa Laborintus. Nel ricorso era stata contestata la violazione del principio di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa «sulla base del rilievo che il responsabile del procedimento fosse membro della commissione giudicatrice(...)con contestazione di eccesso di potere per falsa applicazione del bando di gara».

Il giudice del tribunale di Sassari ritiene che nei confronti di Meloni debba essere formulata l’accusa di abuso d’ufficio, «senza che siano necessarie ulteriori indagini, essendo gli elementi acquisiti idonei a sostenere l’accusa in giudizio».

Per la stessa vicenda il sindaco è già stato condannato dalla Corte dei conti al pagamento di 18.355 euro per un danno erariale importante al Comune che amministrava. Il sindaco sarebbe stato responsabile «di aver disposto l’approvazione dell’aggiudicazione definitiva, a discapito della Laborintus e a favore di un soggetto privo di idonei requisiti di partecipazione, così contravvenendo alle norme che prescrivevano la specifica condizione di ammissibilità, come riconosciuto dal giudice amministrativo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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