A Thiesi altri due arresti per l’ovile della droga
di Gianni Bazzoni
Nuovo blitz dei carabinieri: i fermati salgono a sei, ne manca ancora uno I militari avevano già sequestrato un quintale e mezzo di marijuana e 600 piante
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THIESI. Altri due arresti dei carabinieri della compagnia di Bonorva nell’ambito delle indagini che a fine ottobre hanno portato in carcere tre persone e alla chiusura di un ovile trasformato in una moderna fabbrica della droga nelle campagne tra Siligo e Thiesi. Altri tre - secondo le indiscrezioni - erano scappati durante il blitz dei carabinieri che ora hanno completato il quadro. Su ordine del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Sassari, infatti, i militari hanno arrestato a Thiesi Pietro Soro, 36 anni, e Giovanni Maria Chillocci, di 23, ritenuti responsabili - in concorso - di produzione e traffico di sostanze stupefacenti.
L’operazione è il completamento di quella messa a segno il 24 ottobre con il bitz nelle campagne tra Siligo e Thiesi e che aveva consentito di chiudere una sorta di stabilimento industriale realizzato dentro un’azienda agricola, attrezzato per la produzione, la lavorazione, il confezionamento e lo stoccaggio di rilevanti quantitativi di marijuana.
In quella occasione, i carabinieri della compagnia di Bonorva avevano arrestato in flagranza di reato il proprietario dell’ovile, Angelo Fadda, 44 anni di Siligo, suo cognato, il russo Andrei Vlasov, di 53, e due orgolesi, Antonio Onorato Floris, 26 anni, e Giulio De Rosa, di 35. L’intervento aveva consentito di sequestrare un quintale e mezzo di marijuana già pronta per essere venduta, più altre 600 piante, alte circa due metri, ancora da trattare. Valore sul mercato oltre un milione di euro. Nel blitz del 24 ottobre alcune persone erano riuscite a sfuggire alla cattura allontanandosi rapidamente dalla zona di Monte Santu.
Da quel momento, però, i militari del nucleo operativo della compagnia di Bonorva hanno consentito di raccogliere una serie di elementi che hanno portato a individuare due dei fuggiaschi. L’autorità giudiziaria, dopo avere ricevuto il rapporto dei carabinieri, ha condivido la tesi secondo la quale Pietro Soro e Giovanni Maria Chillocci «sono due delle tre persone sfuggite al blitz del 24 ottobre» e per questo ne è stata ordinata la cattura. Dopo l’arresto, i due sono stati trasferiti nel carcere di Bancali a disposizione del magistrato che coordina l’inchiesta. Le indagini proseguono ora per cercare di chiudere il cerchio e identificare anche l’ultima persona che ancora manca all’appello e che - secondo gli investigatori - faceva parte del gruppo dedito alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti. E sulla base degli elementi raccolti è molto probabile che possano esserci nuovi sviluppi in tempi bravi.
L’operazione è il completamento di quella messa a segno il 24 ottobre con il bitz nelle campagne tra Siligo e Thiesi e che aveva consentito di chiudere una sorta di stabilimento industriale realizzato dentro un’azienda agricola, attrezzato per la produzione, la lavorazione, il confezionamento e lo stoccaggio di rilevanti quantitativi di marijuana.
In quella occasione, i carabinieri della compagnia di Bonorva avevano arrestato in flagranza di reato il proprietario dell’ovile, Angelo Fadda, 44 anni di Siligo, suo cognato, il russo Andrei Vlasov, di 53, e due orgolesi, Antonio Onorato Floris, 26 anni, e Giulio De Rosa, di 35. L’intervento aveva consentito di sequestrare un quintale e mezzo di marijuana già pronta per essere venduta, più altre 600 piante, alte circa due metri, ancora da trattare. Valore sul mercato oltre un milione di euro. Nel blitz del 24 ottobre alcune persone erano riuscite a sfuggire alla cattura allontanandosi rapidamente dalla zona di Monte Santu.
Da quel momento, però, i militari del nucleo operativo della compagnia di Bonorva hanno consentito di raccogliere una serie di elementi che hanno portato a individuare due dei fuggiaschi. L’autorità giudiziaria, dopo avere ricevuto il rapporto dei carabinieri, ha condivido la tesi secondo la quale Pietro Soro e Giovanni Maria Chillocci «sono due delle tre persone sfuggite al blitz del 24 ottobre» e per questo ne è stata ordinata la cattura. Dopo l’arresto, i due sono stati trasferiti nel carcere di Bancali a disposizione del magistrato che coordina l’inchiesta. Le indagini proseguono ora per cercare di chiudere il cerchio e identificare anche l’ultima persona che ancora manca all’appello e che - secondo gli investigatori - faceva parte del gruppo dedito alla produzione e al traffico di sostanze stupefacenti. E sulla base degli elementi raccolti è molto probabile che possano esserci nuovi sviluppi in tempi bravi.
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