Gli alberghi di Capo Caccia e gli occhi viola di Liz Taylor

Richard Burton e Liz Taylor nel film girato nel 1967 e uscito nel 1968 con il titolo "Boom!"

Le memorie sassaresi di Manlio Brigaglia: il ricordo del film di Losey girato ad Alghero e l'Argentiera

Una lettera di qualche giorno fa, che ribadiva quali fossero i veri autori della Escala del Cabirol (Antonio Feniello e Lorenzo Martinoia), mi ha richiamato alla memoria il Capo Caccia di tanti anni fa: per dire quanti, basta dire che ho visto mio nonno partire in idrovolante da Porto Conte per andare a passare le acque in Continente, vigilia della Seconda guerra mondiale.

Ho due curiosi ricordi, invece, del Capo Caccia e dintorni di questo dopoguerra, in particolare di quella che chiamerei “la stagione degli alberghi”, quando la zona sembrava destinata a pullulare di hotel pullulanti di turisti. Sono due ricordi tra anni Cinquanta e anni Sessanta.

Il primo viene dalla mia amicizia con uno dei migliori cittadini di Sassari (e a Sassari chissà se lo sanno), Francesco Spanu Satta, un fine intellettuale, direttore del “Corriere dell’Isola”, autore d’un molto bel libro sulla Sardegna fra guerra e dopoguerra: chiamato a Roma all’importante lavoro di segretario del Consiglio d’amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno e diventato amico del presidente, il famoso professor Pescatore, avevano l’abitudine di venire ogni week end in Sardegna, chiudersi all’hotel El Faro e, con la convocazione di due compagni, passare praticamente due giorni interi (arrivo sabato mattina, ripartenza per Roma la mattina di lunedì) giocando a scopone. Li invidiavo molto, quando me lo raccontava.

Il secondo ricordo – qui ho l’anno quasi preciso – è del 1967: il regista Joseph Losey aveva scelto Alghero per girarvi il film “La scogliera dei desideri”, con Richard Burton e Liz Taylor, allora solo amici, credo, ma futuri sposi nel 1973, divorziati nel 1974, risposati nel 1975, ridivorziati nel 1976. La troupe aveva preso dimora all’Hotel Capo Caccia. La Taylor, quando non girava, si rinchiudeva in albergo, Burton usciva quasi ogni sera per rapide e alcoliche esplorazioni di Alghero: una notte vide l’antico portone di un palazzo all’angolo di Piazza Civica che si dice del Seicento. Suonò a tutti i campanelli, voleva comprare il portone: si misero in diversi per staccarlo da lì e con le buone lo rimandarono a Capo Caccia. Una sera ci capitai per caso, in non so quale congresso. A cena i tavoli erano attaccati l’uno all’altro, con in mezzo quello dei due divi: la gente non mangiava per lanciare sguardi neppure tanto furtivi e commentare quanto erano viola i famosi occhi della bella signora.



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