La Madonna di Noli me tollere mette tutti d’accordo
SORSO. Se c’è un punto sul quale i sorsensi non potranno mai dividersi, questo è certamente il culto di Noli me tollere. La devozione per la Madonna che la tradizione narra essere apparsa a un muto è...
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SORSO. Se c’è un punto sul quale i sorsensi non potranno mai dividersi, questo è certamente il culto di Noli me tollere. La devozione per la Madonna che la tradizione narra essere apparsa a un muto è un tratto distintivo del centro della Romangia, come un lungo abbraccio che non si allenta da oltre ottocento anni. La storia è più o meno questa: il 26 maggio 1208 una bella signora apparve a un povero muto, che si aggirava per la spiaggia, ordinandogli che ritornasse subito in paese per avvisare clero e popolo di andare a prenderla, volendo stabilire lì la sua dimora per proteggerli e difenderli dai nemici. Sul posto trovano una statua, e dopo qualche trasloco “forzoso” in parrocchia – la statua spariva per riapparire nel luogo in cui desiderava restare – i sorsensi capirono che era meglio costruire un santuario sul luogo dell’apparizione. Il pontefice Pio IX, con telescritto 20 giugno 1861, arricchì il santuario dell’indulgenza plenaria quotidiana perpetua, applicabile per i vivi e per i defunti. Il 26 maggio 1950 la Santissima Vergine Noli me tollere veniva incoronata dal capitolo Vaticano. La chiesa odierna ha preso il posto di quella più piccola, risalente al tredicesimo secolo, e la sua costruzione durò per molti anni. Si tratta di una chiesa seicentesca, tipicamente cappuccina, che nel tempo ha subìto notevoli modifiche rispetto all’impianto originario. Ma soprattutto rappresenta il centro della fede dei sorsensi devoti a Noli me tollere. (s.s.)
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