Ubriaco al volante investì due ragazzini, accusato di omicidio
La prima udienza dal gup per un quarantenne di Badesi. Nell'incidente morì un 17enne di Castelsardo, ferita la fidanzata quindicenne
CASTELSARDO. Un mese dopo avrebbe festeggiato 18 anni. Simone Congiu, studente di Castelsardo con un sorriso spiazzante e tanti sogni da realizzare, quel traguardo non lo hai mai raggiunto perché la sua vita era stata stroncata a metà luglio dello scorso anno sulla strada per Santa Teresa, mentre viaggiava su uno scooter insieme alla sua giovanissima fidanzata di appena 15 anni.
Stamattina, mercoledì 22 novembre, in tribunale a Sassari, davanti al giudice dell’udienza preliminare Michele Contini, si apre il processo per omicidio stradale e lesioni gravissime nei confronti dell’automobilista che il 16 luglio del 2016 travolse e uccise Simone con la sua Audi A3 e procurò gravi ferite alla quindicenne che viaggiava con lui sullo scooter Yamaha 50 che andò completamente distrutto. Sul banco degli imputati Francesco Addis, 40 anni di Badesi, difeso dall’avvocato Domenico Putzolu. Dalle analisi eseguite subito dopo l’incidente era risultato che l’uomo si era messo alla guida sotto l’effetto dell’alcol. I genitori di Simone e quelli della quindicenne rimasta ferita si sono costituiti parte civile nel processo con gli avvocati Nino Cuccureddu e Leonarda Lepori. Simone non era morto sul colpo, dopo lo schianto tra il suo scooter e l’Audi A3 che gli era piombata addosso all’alba, mentre rincasava insieme alla fidanzata dopo una serata trascorsa in un locale. Il 17enne si era arreso dopo qualche ora nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile di Sassari. L’incidente si era verificato intorno alle 5 del mattino, in località “Santa Spina”, tra Valledoria e Badesi.
I carabinieri della compagnia di Porto Torres che avevano eseguito i rilievi avevano accertato che l’Audi A3 andava parecchio veloce. L’impatto tra l’auto e la moto era stato violentissimo: i due ragazzi erano stati sbalzati a diversi metri di distanza, l’Audi aveva proseguito la sua corsa finendo contro il guardrail. I soccorsi erano stati immediati ma si era capito da subito che le condizioni di Simone Congiu erano disperate. Il suo cuore aveva smesso di battere per tre volte ed era stato sempre riavviato dal medico e dall’equipe del 118 che aveva cominciato sulla strada la difficile sfida per salvare la vita del 17enne. Poi il trasferimento in ospedale a Sassari e la lotta, lunga più di dieci ore. Nel primo pomeriggio si era spenta anche l'ultima speranza, il cuore di Simone si era arreso. Quel cuore da leone si è fermato per sempre, una resa che aveva spazzato via tutti i sogni, i pensieri delle ultime ore, i progetti e l’allegria di chi era andato incontro all’estate con un entusiasmo straordinario, l’estate in cui avrebbe compiuto 18 anni. Un anno prima Simone aveva avuto un brutto incidente in moto: frattura di entrambi i femori e altre lesioni. Dopo una lunga riabilitazione aveva da poco ripreso ad andare in moto. Aveva fatto il carico di raccomandazioni e di inviti alla prudenza, molti arrivati da suo padre, vigile urbano molto conosciuto a Castelsardo. Purtroppo non erano serviti a niente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
