Percorso a ostacoli sulla 131: svincolo-trappola per Bonorva
di Emidio Muroni
Lavori in corso da sei mesi nei sette chilometri tra il bivio per Cadreas e l’imbocco di Campeda La superstrada trasformata in un’unica corsia costringe gli automobilisti a gimkane e ritardi
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BONORVA. Da diversi mesi gli automobilisti che transitano sulla Carlo Felice trovano il modo, (o meglio sono costretti), ad esercitarsi in una gimkana a rischio per superare indenni le barriere frapposte e tenersi all’interno di una segnaletica a terra, continua e di colore arancione, a partire dallo svincolo di Cadreas per Bonorva, tristemente famoso per i numerosi incidenti, anche mortali, che ne hanno seguito la realizzazione, e immettersi in una superstrada trasformata, repentinamente e senza preavviso agli utenti che ne indicasse il tipo e la durata delle opere consequenziali, in una unica corsia che, per ben sette chilometri, li accompagna sino alla piana di Campeda. Se poi si ha la sfortuna di essere preceduti da un mezzo pesante particolarmente lento, anche a causa della notevole pendenza della strada, la frittata è fatta e le lancette dell’orologio devono disegnare almeno dieci o quindici minuti per poter nuovamente ripartire a velocità normale, sempre che, incrociando le dita, non accada qualche intoppo a causa d’incidente o danno meccanico. Un bel tormentone che accompagna gli utenti, senza soluzione di continuità, dal chilometro 162 al chilometro 155, e sta destando le lamentele forti, continue e sempre più vibranti degli automobilisti che attendono, ormai da decenni, che l’Anas si ricordi anche della parte Nord della Sardegna e decida, come pare stia iniziando a fare con le prime pratiche di carattere burocratico relative agli espropri, di eliminare i diversi svincoli a raso per Bonorva, Pozzomaggiore, Semestene e Cossoine che necessitano di un intervento risolutivo che comprenda la realizzazione degli svincoli e l’eliminazione degli innesti a raso, pericolosissimi anche perché collocati all’inizio di una ingannevole curva e controcurva in discesa, e fra l’altro molto vicini. Lo sguardo degli automobilisti, nel lungo tempo che intercorre fra il bivio di Bonorva e il sospirato arrivo alla piana di Campeda, si volge comunque con curiosità verso la parte sgombra dell’arteria per cercare di capire il motivo di una decisione tanto drastica ma l’unica cosa visibile è un gruppo di operai che, percorsi almeno tre chilometri dal bivio, e ben oltre la fine della salita di Cadreas, sono impegnati da oltre sei mesi, con i mezzi carichi di bitume e altre macchine operatrici, nel rifacimento del manto stradale. A quel punto molti, pur con la rabbia in corpo, per il mancato preavviso, plaudono al rispetto di eccezionali termini di sicurezza che d’altra parte si possono riscontrare anche lungo tutto il percorso della 131 che abbonda di cartelli segnaletici a terra, spesso sistemati anche in modo pericoloso, che avvertono dell’esecuzione di opere di ripristino, talvolta avvenute da tempo, e crea situazioni di pericolo.
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