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Sassari

Ragazzino ucciso dal pullman, l’Arst aveva già segnalato il pericolo a sindaco e prefetto

di Gianni Bazzoni
Ragazzino ucciso dal pullman, l’Arst aveva già segnalato il pericolo a sindaco e prefetto

Il presidente Chicco Porcu: «Facciamo 4mila corse al giorno. Serve una nuova cultura della sicurezza tra i nostri utenti»

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ITTIRI. Chicco Porcu è presidente dell’Arst solo da qualche settimana e una tragedia del genere non l’avrebbe mai neppure immaginata. «Il primo sentimento è quello di vicinanza ai familiari del ragazzo e della comunità di Ittiri – dice appena arrivato in paese –. Ho una figlia di 13 anni e capisco quanto possa essere grande il dolore di un padre e di una madre».

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Il presidente dell’Arst guarda in silenzio il luogo della tragedia. Poi dice: «Siamo a totale disposizione dell’autorità giudiziaria, il direttore della sede di Sassari sta già dialogando con gli inquirenti. Non c’è niente da nascondere, l’autista è tra i più esperti, lui stesso aveva segnalato la situazione critica in quella fermata e l’azienda si era rivolta alla Prefettura, al Comune e alle forze dell’ordine per sollecitare un intervento».

Sono scattate le verifiche, l’indagine interna che non manca mai. Ma la morte di un ragazzino di 14 anni resta un colpo troppo forte per tutti. Qualunque cosa fai o dici rischia di essere fuori luogo. «Avviamo qualunque verifica – dice ancora Chicco Porcu –, se serve per evitare tragedie come questa siamo pronti a tutto. Ma abbiamo 700 mezzi in movimento, 3mila fermate e 4mila corse al giorno: da soli non ce la possiamo fare, serve la collaborazione reale da parte di tutti per una cultura della sicurezza che deve partire dal fatto che nessuno deve mai avvicinarsi a un mezzo in movimento».

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Anche il direttore generale dell’Arst Carlo Poledrini guarda l’aspetto della sicurezza e della prevenzione: «Un ragazzino non può morire per andare a scuola – dice – siamo pronti a chiarire tutto ma tragedie come questa non devono accadere. Avevamo fatto le segnalazioni opportune per dire che in quella fermata c’era una agitazione particolare, il pericolo era stato rilevato e segnalato. É stata una fatalità, ma sarà l’inchiesta a dire come sono andate le cose. In questo momento il pensiero è solo per la giovanissima vittima e per i suoi familiari».

Anche i sindacati erano al corrente del pericolo presente alla fermata di via Missingiagu a Ittiri. «Come Filt-Cgil più volte abbiamo segnalato questa situazione che si presenta non solo nel capolinea di Ittiri – racconta il segretario regionale Arnaldo Boeddu – e anche l’azienda Arst si è attivata con le istituzioni locali per rappresentare il pericolo. L’unica soluzione è quella di fare in modo che in concomitanza con le partenze dai paesi e dalla città di Sassari, siano presenti vigili urbani, forze dell’ordine in generale per evitare il ripetersi di questi fatti. Ripeto, si tratta di una mezz’ora di lavoro per due vigili urbani, simile tragedie non si devono più ripetere». E la Fit-Cisl a gennaio 2017 aveva inoltrato una denuncia formale all’Arst e al comune di Ittiri per chiedere l’attivazione di misure di sicurezza: «Una rapida soluzione della questione avrebbe potuto evitare la tragedia – sottolineano Valerio Zoccheddu e Alessandro Russu – e un problema analogo esiste anche in via Padre Zirano e in via Turati a Sassari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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