I violini di Piero Virdis apprezzati in tutto il mondo
Entrare nella piccola bottega di via Istria, nel centro di Pattada, è come fare un viaggio indietro nel tempo di 500 anni
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PATTADA. Entrare nella piccola bottega di via Istria, nel centro di Pattada, è come fare un viaggio indietro nel tempo di 500 anni. È qui, in mezzo a questi pregiati ritagli di abete del Trentino e acero dei Balcani, che le mani esperte di Piero Virdis modellano il legno che darà vita a violini, viole e violoncelli che una volta ultimati volano nelle case di musicisti e collezionisti di tutto il mondo. Quarantasei anni e una passione innata per la musica e per il legno, Piero Virdis è un vero arista che - con l’aiuto della moglie Rosanna - ha contribuito far conoscere il nome di Pattada in tutto il mondo. Il liutaio, che si ispira al “metodo classico Cremonese”, è considerato attualmente tra i migliori in Italia. «Ho trasformato la mia passione in una vera e propria professione - racconta Virdis - dopo aver seguito un corso tenuto una ventina di anni fa dal maestro liutaio Francesco Bissolotti, uno dei migliori al mondo. Poi piano piano ho iniziato a farmi conoscere partecipando a mostre e concorsi in giro per l’Italia». Per realizzare un violino a mano con le stesse tecniche utilizzate 500 anni fa il liutaio impiega 200 ore, circa 400 per completare un violoncello. Quando lo strumento è finito e lucidato con resine di origine animale, si attendono gli acquirenti che per portarsi a casa un violino fatto a Pattada arrivano in via Istria anche dal Giappone, dall’Australia e dagli Stati Uniti.
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