alternanza scuola-lavoro
Gli studenti del Ruju nei laboratori Menarini
di Paoletta Farina
SASSARI. L’alternanza scuola-lavoro può regalare ai giovani esperienze da incorniciare. Capita infatti che quindici ragazzi dell’Istituto tecnico Salvator Ruju al quarto anno dell’indirizzo...
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. L’alternanza scuola-lavoro può regalare ai giovani esperienze da incorniciare. Capita infatti che quindici ragazzi dell’Istituto tecnico Salvator Ruju al quarto anno dell’indirizzo biotecnologico sanitario e ambientale a frequenteranno un “tirocinio” a Pisa, in un’azienda del gruppo farmaceutico fiorentino Menarini. Prima industria in Italia, compagnia internazionale che ha laboratori di produzione e di ricerca in cento Paesi di tutto il mondo, da Berlino a Singapore, oltre sedicimila dipendenti e 3527 milioni di fatturato nel 2016, l’azienda pisana del gruppo accogliera per tre settimane i ragazzi per una full immersion in un centro altamente tecnologico e dove avranno l’opportunità di sperimentare le loro conoscenze e apprenderne di nuove e, soprattutto, venire a contatto con il mondo del lavoro.
La partenza degli studenti è prevista entro marzo e viene vissuta da loro con emozione. Soddisfatte del risultato la dirigente dell’istituto di via Porcellana, Maria Antonietta Porcu e le coordinatrici del progetto di alternanza scuola-lavoro, Margherita Dettori e Sandra Conti, che ha passato una dura selezione con altre scuole sarde che hanno partecipato per ottenere i finanziamenti europei necessari a consentire ai ragazzi la trasferta in Toscana.
«Si troveranno in un contesto nuovo e stimolante e potranno fare un’esperienza in un realtà di grande livello, con un tutor aziendale che accompagnerà i loro passi insieme con il tutor scolastico – afferma la preside –. La possibilità di formarsi nel gruppo Menarini va ad aggiungersi alle altre occasioni che i nostri studenti hanno avuto da quando l’alternanza scuola lavoro è diventata obbligatoria». La scuola, negli anni, ha infatti stipulato convenzioni con molte aziende del territorio. Da quelle pubbliche come l’Università che ha accolto gli alunni del “Ruju” nei Dipartimenti di Chimica e Tecnologie farmaceutiche, Agraria, Scienze Biomediche, Medicina Veterinaria, Medicina e Chirurgia; e ancora l’ Azienda Ospedaliera Universitaria, il Cnr, l’Istituto Zooprofilattico, l’Ats e Agris Sardegna. Ma anche i private come laboratori di analisi, farmacie, FarmAsinara, Crama, e imprese agroalimentari come il Caseificio Pinna e la Cooperativa San Pasquale hanno ospitato gli alunni. «Abbiamo ottanta convenzioni per l’indirizzo di biotecnologie e una cinquantina per quello socio sanitario – spiega la dirigente Porcu –. Grazie alla collaborazione di pubblico e privato abbiamo ottenuto per i nostri ragazzi un’attività pratica di qualità. E posso dire con orgoglio che i nostri studenti sono molto apprezzati ovunque per le loro capacità».
La scuola sono ormai anni che ha cambiato volto. L’ex istituto professionale Itas non esiste più, ora agli iscritti si offrono competenze scientifiche che vengono affinate negli attrezzati e moderni laboratori.
«Alla Menarini verranno inseriti nei laboratori di produzione e controllo di qualità, di sicurezza del farmaco e di controllo ambientale sui reflui – racconta l’insegnante Sandra Conti – . Non è stato facile coinvolgere l’azienda farmaceutica, ma alla fine ci siamo riusciti».
Perché l’approccio con il mondo del lavoro, per fortuna, non è fatto, come purtroppo avviene spesso. con incarichi umilianti e inutili come quello di fare fotocopie.
La partenza degli studenti è prevista entro marzo e viene vissuta da loro con emozione. Soddisfatte del risultato la dirigente dell’istituto di via Porcellana, Maria Antonietta Porcu e le coordinatrici del progetto di alternanza scuola-lavoro, Margherita Dettori e Sandra Conti, che ha passato una dura selezione con altre scuole sarde che hanno partecipato per ottenere i finanziamenti europei necessari a consentire ai ragazzi la trasferta in Toscana.
«Si troveranno in un contesto nuovo e stimolante e potranno fare un’esperienza in un realtà di grande livello, con un tutor aziendale che accompagnerà i loro passi insieme con il tutor scolastico – afferma la preside –. La possibilità di formarsi nel gruppo Menarini va ad aggiungersi alle altre occasioni che i nostri studenti hanno avuto da quando l’alternanza scuola lavoro è diventata obbligatoria». La scuola, negli anni, ha infatti stipulato convenzioni con molte aziende del territorio. Da quelle pubbliche come l’Università che ha accolto gli alunni del “Ruju” nei Dipartimenti di Chimica e Tecnologie farmaceutiche, Agraria, Scienze Biomediche, Medicina Veterinaria, Medicina e Chirurgia; e ancora l’ Azienda Ospedaliera Universitaria, il Cnr, l’Istituto Zooprofilattico, l’Ats e Agris Sardegna. Ma anche i private come laboratori di analisi, farmacie, FarmAsinara, Crama, e imprese agroalimentari come il Caseificio Pinna e la Cooperativa San Pasquale hanno ospitato gli alunni. «Abbiamo ottanta convenzioni per l’indirizzo di biotecnologie e una cinquantina per quello socio sanitario – spiega la dirigente Porcu –. Grazie alla collaborazione di pubblico e privato abbiamo ottenuto per i nostri ragazzi un’attività pratica di qualità. E posso dire con orgoglio che i nostri studenti sono molto apprezzati ovunque per le loro capacità».
La scuola sono ormai anni che ha cambiato volto. L’ex istituto professionale Itas non esiste più, ora agli iscritti si offrono competenze scientifiche che vengono affinate negli attrezzati e moderni laboratori.
«Alla Menarini verranno inseriti nei laboratori di produzione e controllo di qualità, di sicurezza del farmaco e di controllo ambientale sui reflui – racconta l’insegnante Sandra Conti – . Non è stato facile coinvolgere l’azienda farmaceutica, ma alla fine ci siamo riusciti».
Perché l’approccio con il mondo del lavoro, per fortuna, non è fatto, come purtroppo avviene spesso. con incarichi umilianti e inutili come quello di fare fotocopie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
