Sale slot: scattano le prime chiusure

Il Sual ha disposto la sospensione ai gestori che non hanno rispettato i limiti di orario imposti contro la ludopatia

SASSARI. Come da copione, dopo i controlli e le sanzioni dei giorni scorsi sono fioccati i provvedimenti. Così cinque sale slot che non hanno rispettato gli orari di apertura stabiliti dall’ordinanza sindacale, sono rimaste chiuse per qualche giorno. Lo sportello unico per le attività produttive ha disposto la temporanea sospensione per la sala giochi Gaming Hall City all’interno della Galleria Tanit, La Dea Bendata in via Napoli, la 188 a Predda Niedda, a pochi passi dalla Piazzetta, e la Millionaire in via Aproni.

Ma ulteriori provvedimenti sono nel cassetto per altre sale che più volte hanno tenuto in funzione le apparecchiature nonostante i divieti. Basti pensare che solo la Gaming Hall City di Tanit ha il record di recidive, collezionando a suo carico una ventina di multe inflitte dai vigili.

Tra il gestore e il Comune di Sassari c’è un contenzioso in atto al Tribunale amministrativo, e il titolare per mesi ha ignorato sistematicamente le limitazione sul fronte degli orari. In ogni modo con tutta probabilità i tre giorni di sospensione inflitti dal Suap sono solo la prima puntata di ulteriori provvedimenti.

La ludopatia è un fenomeno che a Sassari, e in tutta l’isola, ha attecchito con proporzioni allarmanti. E la selva di sale slot germogliate in tutti i quartieri (almeno una ventina) ai quali si aggiungono centinaia di bar che ospitano al proprio interno le macchinette vlt, non aiutano a contenere il problema.

Il Comune di Sassari ha provato a porre un limitatore, proponendo degli incentivi fiscali per i bar slot free, e restringendo le fasce orarie di utilizzo delle macchinette. Ma staccare la spina delle slot soprattutto nella pausa pranzo, come di primo mattino, significa rinunciare a una fetta di introiti molto consistente. Quindi, se la bussola è orientata più sul guadagno che sul senso civico, per un gestore è più conveniente incorrere nei controlli e nelle sanzioni di 300 euro a botta, piuttosto che cacciare via i clienti. Alla luce soprattutto dei successivi provvedimenti di chiusura adottati dal Suap, che risultano inspiegabilmente blandi. Alla luce di un tetto di sette giorni di chiusura in caso di recidiva, i tecnici comunali ne adottano tre. Una mano più pesante e un po’ più di coraggio forse disinnescherebbe questo limbo di impunità sul quale si crogiolano alcuni gestori.

L’ordinanza del sindaco, datata 28 aprile e poi rivista e corretta il 26 giugno scorso, dispone che all’interno delle sale e dei bar le slot possano essere accese dalle 10 sino alle 13. Dopodiché dalle 18 sino all’una di notte, ma solo per quei macchinari vlt che accettano i contanti.

Molti titolari hanno deciso di adeguarsi alle prescrizioni di Palazzo Ducale, ma il regime di anarchia degli orari adottata da altri colleghi fa saltare gli equilibri nella concorrenza. Il sistema di rispetto delle regole rischia di saltare. (lu.so.)

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