Via Fontana Vecchia ormai è una discarica
Materiali di tutti i tipi abbandonati nel tratto che congiunge l’area archeologica con San Gavino
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PORTO TORRES. Da oltre un mese l’immondizia “campeggia” in via Fontana Vecchia. Non solo non viene rimossa, ma addirittura aumenta di continuo alimentata da barbari imbrattatori, e nuove micro-discariche crescono all’ombra dell’ecocentro. Via Fontana Vecchia dovrebbe essere un fiore all’occhiello di Porto Torres: congiunge l’area archeologica con quella di San Gavino e per questo potrebbe costituire un trait-d’union ideale tra la città romana e quella medievale-moderna. Invece no, viene lasciata alla mercé dei vandali sporcaccioni senza che nessuno spinga affinché quello scempio venga rimosso. Su via Fontana Vecchia si affacciano un ingresso a un canale dell’acquedotto di Turris Libisonis, una fornace e le mura d’età romana ma nessuno le vede poiché l’erba, le canne, gli arbusti e l’immondizia sono talmente alti che è impossibile scorgere il minimo segno di vestigia romane. Così per i nemici della differenziata è facile creare microdiscariche: dalla parte opposta all’ecocentro, poco prima del passaggio a livello, al di là di buste, cassette di plastica e persino un ombrello, due bei bustoni trasparenti con varia indifferenziata all’interno; dopo il passaggio a livello, nel tratto in cui l’inutile ferrovia che passa per l’area archeologica e il ponte reflui attraversa la strada, l’immondizia regna sovrana: lì da oltre un mese da un lato - quello dell’area archeologica - buste e bottiglie in plastica si confondono con la vegetazione, dall’altro una cassetta in plastica e piatti, stoviglie, involucri per alimenti aumentano ogni giorno. I barbari usano lanciare bottiglie in vetro e plastica, oltre a bustoni vari lungo la scarpata del fiume. L’erba cresce rigogliosa ovunque, in particolare all’ingresso del passaggio per l’area archeologica, ma evidentemente a pochi interessa una zona di così alto pregio.
Emanuele Fancellu
Emanuele Fancellu
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