Il canto a tenore in Thailandia
Il gruppo thiesino “Consonu Santu Juanne” si esibirà nel festival di Surin
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THIESI. Il gruppo Tenore thiesino “Consonu Santu Juanne” raggiunge la Thailandia. L’antico canto sardo conquista anche la località di Surin. Il tenore, in questi giorni, sarà ospite della seconda edizione del Festival “Sice”. Organizzato dall'Università Statale Surin-Rajabhat University, nella località di Surin Province, il Festival rappresenta una ricorrenza più di grande rilievo a cui partecipano le massime autorità locali. Alla manifestazione saranno presenti ben quindici Stati: Cina, Polonia, Bangladesh, Malesia, Turchia, Messico, Russia, Vietnam, Cambogia, Israele, Filippine , l’India e l’Italia. A rappresentare la Sardegna saranno proprio i tenores di Thiesi insieme alla cantante bonorvese Emanuela Sassu. Voce nota in tutta l’isola. Il quartetto composto da Nino Uneddu (voce solista), Salvatore Canu (basciu), Giovanni Antonio Brancazzu (contra) e Gavino Chighine (mesaoghe) dopo la Bielorussia raggiunge l’Asia. Un canto primordiale, quello sardo, che continua a conquistare il mondo. Studi recenti dimostrano che a colpire gli inesperti dell’antico vocalizzo sia proprio il suono prodotto dalla voce solista che si distingue all’interno del coro scandendo ritmo e tonalità armoniosamente. La prima voce, cosiddetto “basciu”, dal suono gutturale, ha il compito di formare le fondamenta della melodia. Si tratta di un suono molto ingoiato emesso per mezzo di una vibrazione continua delle corde vocali. Al “basciu” si unisce la seconda voce “sa contra”, anch’essa gutturale, dal suono cupo e soffocato, peculiarità quest’ultima che distingue su Tenore da tutte le altre forme di espressione polifonica. Ad amalgamare e rendere più dolce i due suoni si unisce “ Sa mesa oghe” che con la sua melodia rende la polifonia più vivace e varia. Le esibizioni si svolgeranno negli Istituti di Surin e nella città di Buriram, dove saranno presenti i massimi vertici delle Università locali. “È un orgoglio – dice chighine – poter far conoscere la nostra antica tradizione del canto a tenore in paesi lontanissimi dal nostro”.
Daniela Deriu
Daniela Deriu
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