La Nuova Sardegna

Sassari

Degrado in via Ponte Romano

Degrado in via Ponte Romano

Erba e sterpaglie lungo la strada percorsa dai turisti che sbarcano in città

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PORTO TORRES. Una vera giungla, o quasi. Ma non in periferia o in zone poco frequentate. Succede in pieno centro cittadino, in via Ponte Romano, una delle arterie storicamente più trafficate di Porto Torres. Non lontano dall’ufficio postale e da altri importanti edifici sede di istituzioni statali, vicinissima a quella che dovrebbe essere la stazione ferroviaria e nei pressi anche della stazione marittima.

La giungla è cresciuta senza controllo nell’area dove un tempo era posizionato il passaggio a livello, attraversata ancor oggi dai binari, divenuti superflui dato che pare abbiano esaurito la loro funzione, binari che però contribuiscono a rendere in particolare quel pezzo di strada di difficile percorribilità, con le buche che la fanno da padrone.

Erba e arbusti sono cresciuti senza controllo arrivando in alcuni tratti a coprire totalmente i binari, divenendo tanto alti ed invasivi da “aggredire” le rovine romane che spuntano dalla recinzione dell'Area Maetzke, il cui edificio termale venne semidistrutto in passato dalla follia di chi volle far passare la ferrovia in un punto tanto ricco di storia.

Non solo: ovviamente, dove c'è erba tanto alta, c'è immondizia, ed infatti sparse qua e là si vedono buste, lattine, vetro e cartacce che spuntano dai ciuffi di verde.

Dalla parte opposta alle Terme Maetzke, poi, la recinzione del parcheggio de La Piccola non c'è più: le transenne giacciono a terra, la rete metallica è stata divelta in più punti. Non si capisce davvero perché quel parcheggio appaia ancora come un’area-cantiere, come indica il reticolato di plastica arancione sulle transenne stesse. Quella zona, una delle più suggestive e ricche di storia di Porto Torres, è la via che i turisti – per fortuna, è il caso di dire in questo momento, davvero pochi – percorrono per recarsi all'Antiquarium Turritano e presentare la città in queste condizioni è davvero vergognoso.

Emanuele Fancellu

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