Tassa di soggiorno a partire dal 2019
di Luigi Soriga
Il regolamento è pronto ed è passato in giunta, si paga come ad Alghero: intesa raggiunta anche con gli albergatori
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SASSARI. La prima volta che a Sassari si è parlato di tassa di soggiorno, su Palazzo Ducale si è scatenata la bufera. Si disse: che c’azzecca una tassa sul turismo in una città che di turistico non ha nulla? Ora l’amministrazione ci riprova, e ha intenzione di andare fino in fondo. Anzi, la notizia è ufficiale: dal 1 gennaio del 2019, cioè tra un anno, chi soggiornerà a Sassari dovrà pagare come accade ad Alghero.
Non si tratta di una scelta adottata solo a Sassari. È una decisione maturata e messa in campo in tutta la rete metropolitana. L’unica città che non potrà varare la tassa di soggiorno è Porto Torres, in quanto usufruisce già della tassa di sbarco. Ma tutte le altre località che formano la rete metropolitano, hanno aderito con convizione.
Il regolamento è fatto e l’assessore comunale al Bilancio Simone Campus l’ha già portato in giunta. «Abbiamo fatto un tavolo di negoziazione – spiega Campus – e abbiamo coinvolto le associazioni di categoria: Confcommercio-Federalberghi, e Confesercenti. All’inizio la loro posizione era di grande scetticismo, ma dopo una serie di incontri abbiamo raggiunto una linea comune.
Loro proponevano che la tassa diventasse operativa dal 2019, dal momento che diversi alberghi hanno camere prenotate da un anno e non sarebbe giusto cambiare i prezzi in corsa, e noi abbiamo accolto le loro istanze».
Gli esattori saranno le strutture ricettive: dormire in un quattro stelle costerà 2,50 euro in più a notte. Invece dal tre stelle in giù la tassa di soggiorno sarà di 1 euro. Per quanto riguarda i campeggi 50 centesimi.
«Gli albergatori erano poco convinti anche per un altro motivo – prosegue l’assessore Campus – come verranno investiti i proventi della tassa di soggiorno? La paura era che l’amministrazione disponesse delle risorse a proprio piacimento, dirottandole sulle emergenze, sulle strade e marciapiedi e via dicendo. Invece li abbiamo rassicurati: costituiremo un osservatorio per il turismo, cioè un tavolo composto da associazioni di categoria e Comune, in modo da decidere insieme come investire i soldi. E il capitolo di spesa che si aprirà sarà in primis quello del marketing turistico».
Non si tratta di una scelta adottata solo a Sassari. È una decisione maturata e messa in campo in tutta la rete metropolitana. L’unica città che non potrà varare la tassa di soggiorno è Porto Torres, in quanto usufruisce già della tassa di sbarco. Ma tutte le altre località che formano la rete metropolitano, hanno aderito con convizione.
Il regolamento è fatto e l’assessore comunale al Bilancio Simone Campus l’ha già portato in giunta. «Abbiamo fatto un tavolo di negoziazione – spiega Campus – e abbiamo coinvolto le associazioni di categoria: Confcommercio-Federalberghi, e Confesercenti. All’inizio la loro posizione era di grande scetticismo, ma dopo una serie di incontri abbiamo raggiunto una linea comune.
Loro proponevano che la tassa diventasse operativa dal 2019, dal momento che diversi alberghi hanno camere prenotate da un anno e non sarebbe giusto cambiare i prezzi in corsa, e noi abbiamo accolto le loro istanze».
Gli esattori saranno le strutture ricettive: dormire in un quattro stelle costerà 2,50 euro in più a notte. Invece dal tre stelle in giù la tassa di soggiorno sarà di 1 euro. Per quanto riguarda i campeggi 50 centesimi.
«Gli albergatori erano poco convinti anche per un altro motivo – prosegue l’assessore Campus – come verranno investiti i proventi della tassa di soggiorno? La paura era che l’amministrazione disponesse delle risorse a proprio piacimento, dirottandole sulle emergenze, sulle strade e marciapiedi e via dicendo. Invece li abbiamo rassicurati: costituiremo un osservatorio per il turismo, cioè un tavolo composto da associazioni di categoria e Comune, in modo da decidere insieme come investire i soldi. E il capitolo di spesa che si aprirà sarà in primis quello del marketing turistico».
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