la riscoperta
La maschera di Buddusò è l’orso
Grazie allo studioso Tuccone svelato l’antico simbolo carnevalesco
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BUDDUSO’. Si chiama s’Ussu, l’orso, la maschera tradizionale di Buddusò, le cui fattezze sono state scoperte dopo mesi di studi e che è stata presentata nei giorni scorsi al pubblico dall’infaticabile assessore comunale alla Cultura, e suo scopritore, lo studioso Tommaso Tuccone.
Tra folklore e antropologia, cultura e storia, lo studio ha portato alla scoperta del vero volto della maschera di cui tanto si parlava, ma che nessuno aveva sino a questo momento svelato: un orso, figura di inquietante fierezza e animale che pur non appartenendo alla fauna autoctona sarda era però sicuramente ben noto alle popolazioni più antiche che hanno abitato la Sardegna, notoriamente terra di conquista fin dagli albori delle civiltà.
La ricostruzione è stata fatta da Tuccone dopo un laborioso lavoro di ricerca iniziato circa un anno fa, per puro caso, in occasione della manifestazione “Artes in carrera”, e che si è basato su vari testi tra i quali gli studi sulle tradizioni sarde di Pietrina Moretti, frutto di un viaggio nei paesi della Sardegna alla ricerca di notizie e testimonianze sulle origini e sul significato della maschera dell’orso durato circa quattro anni.
«Nel documento della studiosa Moretti, edito nel 1967 dalla rivista antropologica Lares in Firenze e oggi conservato al museo delle maschere di Mamoiada – ha spiegato Tommaso Tuccone –, l’orso è una maschera che nel carnevale di Buddusò entra in scena su un carretto, circondato da uomini in costume che, intonando quartine ironiche, ballano intorno a lui “su ballu tundu”. Questa testimonianza trova conferma nel racconto di un’anziana buddusoina di 94 anni, la signora Rita Ferreri, che ricorda la maschera e la sua presenza nel carnevale di Buddusò». (b.m.)
Tra folklore e antropologia, cultura e storia, lo studio ha portato alla scoperta del vero volto della maschera di cui tanto si parlava, ma che nessuno aveva sino a questo momento svelato: un orso, figura di inquietante fierezza e animale che pur non appartenendo alla fauna autoctona sarda era però sicuramente ben noto alle popolazioni più antiche che hanno abitato la Sardegna, notoriamente terra di conquista fin dagli albori delle civiltà.
La ricostruzione è stata fatta da Tuccone dopo un laborioso lavoro di ricerca iniziato circa un anno fa, per puro caso, in occasione della manifestazione “Artes in carrera”, e che si è basato su vari testi tra i quali gli studi sulle tradizioni sarde di Pietrina Moretti, frutto di un viaggio nei paesi della Sardegna alla ricerca di notizie e testimonianze sulle origini e sul significato della maschera dell’orso durato circa quattro anni.
«Nel documento della studiosa Moretti, edito nel 1967 dalla rivista antropologica Lares in Firenze e oggi conservato al museo delle maschere di Mamoiada – ha spiegato Tommaso Tuccone –, l’orso è una maschera che nel carnevale di Buddusò entra in scena su un carretto, circondato da uomini in costume che, intonando quartine ironiche, ballano intorno a lui “su ballu tundu”. Questa testimonianza trova conferma nel racconto di un’anziana buddusoina di 94 anni, la signora Rita Ferreri, che ricorda la maschera e la sua presenza nel carnevale di Buddusò». (b.m.)
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