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Sassari

Tassa di soggiorno a Sassari, rinviata la discussione in Comune

Tassa di soggiorno a Sassari, rinviata la discussione in Comune

Il nuovo tributo “sparisce” dall’ordine dei lavori della commissione. Alivesi: ma chi la pagherà?

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SASSARI. La tassa di soggiorno, deliberata nei giorni scorsi dalla giunta comunale, dovrà attendere. La discussione relativa al regolamento applicativo, che doveva iniziare lunedì 6 febbraio, nella commissione Finanze del consiglio comunale, è stata infatti rinviata a data da destinarsi, con l’assessore al Bilancio Simone Campus che ha comunicato ai commissari di aver tolto il punto dall’ordine del giorno dei lavori.

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Un rinvio che potrebbe avere vari motivi (dal più malizioso “veto elettorale” all’aggiunta di nuovi balzelli prima del voto, alla più tecnica necessità di concentrarsi sull’approvazione della rottamazione delle cartelle che scadeva ieri), ma che di fatto riaccende la polemica dei giorni scorsi legata alla delibera della giunta.

«Preoccupa non poco la grottesca superficialità evidenziata con la decisione di applicare la tassa soggiorno a Sassari – attacca Manuel Alivesi, di Forza Italia –. Preoccupa ancor più perché tale decisione giunge all’improvviso e, soprattutto viene annunciata senza seguire il corretto iter istituzionale di esame, discussione e confronto in Commissione Finanze e, soprattutto in Consiglio. L’Assessore ha infatti preferito, almeno cosi ha annunciato, “negoziare” tali proposte con le associazioni di categoria, Confcommercio, Federalberghi e Confesercenti, snobbando cosi preliminarmente la massima assemblea cittadina».

«Riteniamo – continua Alivesi – che ancor prima di “imporre” tassazioni ai turisti sia il caso che giunta, sindaco e assessore tentino di spiegare ciò che non son stati in grado di programmare e realizzare: perché l’Altare di Monte D’accoddi venga lasciato chiuso ed incustodito a Pasqua, perché la Fontana di Rosello resti chiusa parte dell’anno, o perché all’interno della nostra Zona Blu la maggior parte dei suoi vicoli vengono abbandonati al degrado. Insomma ci domandiamo chi mai la potrà pagare questa benedetta tassa?».
 

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