È il sindaco di Bonorva: «Sono sereno»
«Sono assolutamente sereno, faccio il medico da vent’anni e penso di aver fatto correttamente il mio lavoro». È pronto a dimostrare la sua innocenza in tribunale Massimo D’Agostino, medico del...
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«Sono assolutamente sereno, faccio il medico da vent’anni
e penso di aver fatto correttamente il mio lavoro».
È pronto a dimostrare la
sua innocenza in tribunale Massimo D’Agostino, medico
del carcere di Bancali e dal giugno del 2016 sindaco
di Bonorva. «È giusto che
la magistratura faccia tutto
il possibile per fare luce sull’accaduto - aggiunge
il medico - e da parte mia durante il processo fornirò tutti i chiarimenti sulla vicenda,
ma sono sicuro
di poter dimostrare di aver
agito secondo coscienza
e secondo il protocollo danitario». E assolutamente sereno si dice anche il difensore del primo cittadino di Bonorva, l’avvocato Gian Marco Mura.
«Il mio cliente è un medico molto stimato e con una grande esperienza - spiega
il legale - e siamo sicuri
che riusciremo a convincere
i giudici della sua totale innocenza. L’accusa è di aver sottovalutato il quadro clinico del paziente - conclude l’avvocato Mura - ma si trattava di un detenuto in transito già valutato dal carcere di Tempio».
e penso di aver fatto correttamente il mio lavoro».
È pronto a dimostrare la
sua innocenza in tribunale Massimo D’Agostino, medico
del carcere di Bancali e dal giugno del 2016 sindaco
di Bonorva. «È giusto che
la magistratura faccia tutto
il possibile per fare luce sull’accaduto - aggiunge
il medico - e da parte mia durante il processo fornirò tutti i chiarimenti sulla vicenda,
ma sono sicuro
di poter dimostrare di aver
agito secondo coscienza
e secondo il protocollo danitario». E assolutamente sereno si dice anche il difensore del primo cittadino di Bonorva, l’avvocato Gian Marco Mura.
«Il mio cliente è un medico molto stimato e con una grande esperienza - spiega
il legale - e siamo sicuri
che riusciremo a convincere
i giudici della sua totale innocenza. L’accusa è di aver sottovalutato il quadro clinico del paziente - conclude l’avvocato Mura - ma si trattava di un detenuto in transito già valutato dal carcere di Tempio».
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