Argentiera, il sindaco apre ai privati sul centro matrice
di Vincenzo Garofalo
Approvata la variante obbligatoria dopo la sentenza del Tar Sanna assicura però di voler ridisegnare i vincoli del Borgo
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SASSARI. Volumetrie edilizie e sviluppo turistico all’Argentiera verso lo sblocco. Un passo verso la fine dello stallo lo ha compiuto ieri pomeriggio il Consiglio comunale approvando definitivamente la variante al Puc che, in ossequio a una sentenza del Tar, riporta il perimetro del centro matrice dell’Argentiera a quanto stabilito nel Piano paesaggistico regionale dell’era Soru.
Un altro passo è stato mosso il giorno prima dal sindaco, Nicola Sanna, e dall’assessore all’Urbanistica, Alessandro Boiano, che hanno incontrato a Palazzo Ducale Fabio Brandimarte, l’amministratore delegato della società Argentiera spa, proprietaria di 630 ettari di terreni e della gran parte delle costruzioni presenti nell’ex borgo minerario affacciato sul mare. Argentiera spa è anche la società che nel 2008 aveva presentato ricorso al Tar contro la nuova perimetrazione del centro matrice della borgata, disposta dalla giunta guidata allora dal sindaco Ganau.
Quel ricorso è stato accolto dai giudici amministrativi, con una sentenza che ha annullato la delibera con cui il Consiglio comunale il 31 luglio 2007 aveva allargato i confini del centro matrice e la successiva determinazione del Direttore generale della Pianificazione Urbanistica dell’Assessorato degli Enti Locali ed Urbanistica della Regione Sardegna, del 25 settembre 2007. Ora il Comune ha compiuto tutte le azioni obbligatorie per rispettare a pieno quella sentenza, e sull'Argentiera è pronto a voltare pagina.
Come ha ribadito anche il sindaco ieri in Consiglio comunale, la volontà di Palazzo Ducale è quella di ridisegnar ancora una volta il perimetro del centro matrice, per includere nel centro di antica e prima formazione dell’Argentiera anche gli edifici storici della laveria e del Pozzo Podestà. Strutture che in base a un accordo del 2007 fra la giunta Ganau e Brandimarte, sono passate nella disponibilità del Comune, che le ha ristrutturate a proprie spese. Sempre secondo quell'accordo di undici anni fa, Palazzo Ducale sarebbe entrato in pieno possesso della laveria e del Pozzo Podestà dopo avere dato seguito a una sorta di piano particolareggiato proposto da Argentiera spa e modellato secondo le indicazioni successive degli uffici comunali. La proposta dei privati, presentata un anno dopo, è rimasta però senza risposte, e per contro, il Comune aveva riperimetrato il centro matrice tarpando le ali ai progetti di Argentiera spa. Forte di quell'accordo Fabio Brandimarte si è seduto lunedì al tavolo con sindaco, assessore e dirigenti: «Mi aspettavo di più dall'incontro, ma almeno il sindaco e l’assessore hanno manifestato l’intenzione di rivedere la perimetrazione del centro matrice confrontandosi e condividendo con noi il percorso», spiega l’ad dell’Argentiera spa. «Noi abbiamo un nuovo piano di sviluppo praticamente già pronto, che permetterebbe degli investimenti privati all'Argentiera, per dare finalmente impulso al turismo. Lo presenteremo presto al Comune». Cauto l’assessore Boiano: «Il perimetro del centro matrice va rivisto e saremo lieti di studiare le modifiche ascoltando manche quelle che saranno le proposte dei privati».
Un altro passo è stato mosso il giorno prima dal sindaco, Nicola Sanna, e dall’assessore all’Urbanistica, Alessandro Boiano, che hanno incontrato a Palazzo Ducale Fabio Brandimarte, l’amministratore delegato della società Argentiera spa, proprietaria di 630 ettari di terreni e della gran parte delle costruzioni presenti nell’ex borgo minerario affacciato sul mare. Argentiera spa è anche la società che nel 2008 aveva presentato ricorso al Tar contro la nuova perimetrazione del centro matrice della borgata, disposta dalla giunta guidata allora dal sindaco Ganau.
Quel ricorso è stato accolto dai giudici amministrativi, con una sentenza che ha annullato la delibera con cui il Consiglio comunale il 31 luglio 2007 aveva allargato i confini del centro matrice e la successiva determinazione del Direttore generale della Pianificazione Urbanistica dell’Assessorato degli Enti Locali ed Urbanistica della Regione Sardegna, del 25 settembre 2007. Ora il Comune ha compiuto tutte le azioni obbligatorie per rispettare a pieno quella sentenza, e sull'Argentiera è pronto a voltare pagina.
Come ha ribadito anche il sindaco ieri in Consiglio comunale, la volontà di Palazzo Ducale è quella di ridisegnar ancora una volta il perimetro del centro matrice, per includere nel centro di antica e prima formazione dell’Argentiera anche gli edifici storici della laveria e del Pozzo Podestà. Strutture che in base a un accordo del 2007 fra la giunta Ganau e Brandimarte, sono passate nella disponibilità del Comune, che le ha ristrutturate a proprie spese. Sempre secondo quell'accordo di undici anni fa, Palazzo Ducale sarebbe entrato in pieno possesso della laveria e del Pozzo Podestà dopo avere dato seguito a una sorta di piano particolareggiato proposto da Argentiera spa e modellato secondo le indicazioni successive degli uffici comunali. La proposta dei privati, presentata un anno dopo, è rimasta però senza risposte, e per contro, il Comune aveva riperimetrato il centro matrice tarpando le ali ai progetti di Argentiera spa. Forte di quell'accordo Fabio Brandimarte si è seduto lunedì al tavolo con sindaco, assessore e dirigenti: «Mi aspettavo di più dall'incontro, ma almeno il sindaco e l’assessore hanno manifestato l’intenzione di rivedere la perimetrazione del centro matrice confrontandosi e condividendo con noi il percorso», spiega l’ad dell’Argentiera spa. «Noi abbiamo un nuovo piano di sviluppo praticamente già pronto, che permetterebbe degli investimenti privati all'Argentiera, per dare finalmente impulso al turismo. Lo presenteremo presto al Comune». Cauto l’assessore Boiano: «Il perimetro del centro matrice va rivisto e saremo lieti di studiare le modifiche ascoltando manche quelle che saranno le proposte dei privati».
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