La metà delle aziende non rispetta contratti e norme di sicurezza
di Pinuccio Saba
La maglia nera spetta al settore delle costruzioni Crescono le violazioni tramite coop e finte “partite Iva”
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SASSARI. I numeri diffusi dall’Ispettorato territoriale del lavoro stendono una coltre grigia sulle aziende della provincia di Sassari, Olbia compresa: il 56,5 per cento delle aziende controllate presenta una o più irregolarità. Un dato che, relativo al 2017, non si discosta dalle statistiche dell’anno precedente. Un dato che però conferma le difficoltà del mondo del lavoro, intriso di evasione ed elusione contributiva, ricco di appalti irregolari, false cooperative, tirocini, falsi imprenditori e lavoratori autonomi che nascondono veri e propri lavoratori dipendenti. Un mondo delle “partite Iva”, in quest’ultimo caso, che deresponsabilizza i datori di lavoro e che sottrae alle casse dello stato milioni di euro di contributi, assicurazioni malattia e versamenti pensionistici.
Questi saranno gli ambiti di intervento nei quali dovrà operare l’Ispettorato del Lavoro e nei quali ha operato lo scorso anno. Con risultati poco confortanti, dal punto di vista del rispetto delle regole.
I controlli. Oltre duemila le aziende controllate nell’edilizia, terziario, agricoltura e industria. Controlli che per la metà, circa, sono stati sollecitati dagli stessi lavoratori, dalle organizzazioni sindacali o dalla magistratura mentre il rimanente 50 per cento rientra nella normali attività di controllo dell’Ispettorato. Oltre il 56 per cento delle aziende, ha presentato un qualche tipo di irregolarità su sicurezza, applicazione dei contratti di lavoro, versamenti pensionistici e assicurativi.
Tutti bocciati. La maglia nera spetta all’edilizia, con 335 aziende irregolari (il 58,67 per cento) a causa della presenza di 108 lavoratori in nero che hanno portato alla chiusura temporanea di 5 aziende. Un dato che poi salta agli occhi è quello relativo a irregolarità in materia di salute e sicurezza. In molti cantieri il casco è un optional e le cinture di sicurezza sono quelle montate sulle autovetture mentre non sono state riscontrate infrazioni gravi nella realizzazione di strutture di supporto come i ponteggi; male anche il terziario, con 556 aziende irregolari (57,86), 362 lavoratori in nero, e 18 aziende sospese; sono invece 22 le aziende colte in fallo in agricoltura (il 53,66 per cento) e 28 lavoratori in nero mentre nell’industria sono state 44 le aziende irregolari (53,66 per cento), con 19 lavoratori in nero e due aziende sospese.
Sanzioni. A fronte di 3334 violazioni amministrative lavoristiche accertate, sono stati riscossi 224.138 euro. Le sanzioni definitive a seguito di ordinanza ammontano a oltre tre milioni di euro. Sono da aggiungere 272 violazioni prevenzionistiche (la gran parte di natura penale) in relazione alle quali sono stati riscossi 249.067 euro e 40 centesimi.
I controlli, infatti, non hanno riguardato solo cantieri e strutture logistiche, ma le attenzioni degli ispettori si sono concentrate anche sull’aspetto amministrativo (rapporti di lavoro) delle aziende. E proprio questo è l’unico aspetto che rispetto all’anno precedente ha fatto registrare un consistente balzo in avanti che, come sottolinea l’Ispettorato del lavoro, «spesso realizzate da cooperative che solo sulla carta perseguono il fine mutualistico». Per questa ragione «il contrasto alle più importanti violazioni e l’attività di prevenzione nei confronti dei più gravi fenomeni di sfruttamento della mano d’opera sarà attuato con la costante collaborazione delle altre Istituzioni impegnate a garantire la sicurezza sul lavoro e l’ordine pubblico».
L’impegno dell’Ispettorato territoriale del lavoro è quello di far migliorare il quadro emerso dagli accertamenti dello scorso anno, anche per evitare che riprenda a correre il contatore del numero degli incidenti sul lavoro.
Questi saranno gli ambiti di intervento nei quali dovrà operare l’Ispettorato del Lavoro e nei quali ha operato lo scorso anno. Con risultati poco confortanti, dal punto di vista del rispetto delle regole.
I controlli. Oltre duemila le aziende controllate nell’edilizia, terziario, agricoltura e industria. Controlli che per la metà, circa, sono stati sollecitati dagli stessi lavoratori, dalle organizzazioni sindacali o dalla magistratura mentre il rimanente 50 per cento rientra nella normali attività di controllo dell’Ispettorato. Oltre il 56 per cento delle aziende, ha presentato un qualche tipo di irregolarità su sicurezza, applicazione dei contratti di lavoro, versamenti pensionistici e assicurativi.
Tutti bocciati. La maglia nera spetta all’edilizia, con 335 aziende irregolari (il 58,67 per cento) a causa della presenza di 108 lavoratori in nero che hanno portato alla chiusura temporanea di 5 aziende. Un dato che poi salta agli occhi è quello relativo a irregolarità in materia di salute e sicurezza. In molti cantieri il casco è un optional e le cinture di sicurezza sono quelle montate sulle autovetture mentre non sono state riscontrate infrazioni gravi nella realizzazione di strutture di supporto come i ponteggi; male anche il terziario, con 556 aziende irregolari (57,86), 362 lavoratori in nero, e 18 aziende sospese; sono invece 22 le aziende colte in fallo in agricoltura (il 53,66 per cento) e 28 lavoratori in nero mentre nell’industria sono state 44 le aziende irregolari (53,66 per cento), con 19 lavoratori in nero e due aziende sospese.
Sanzioni. A fronte di 3334 violazioni amministrative lavoristiche accertate, sono stati riscossi 224.138 euro. Le sanzioni definitive a seguito di ordinanza ammontano a oltre tre milioni di euro. Sono da aggiungere 272 violazioni prevenzionistiche (la gran parte di natura penale) in relazione alle quali sono stati riscossi 249.067 euro e 40 centesimi.
I controlli, infatti, non hanno riguardato solo cantieri e strutture logistiche, ma le attenzioni degli ispettori si sono concentrate anche sull’aspetto amministrativo (rapporti di lavoro) delle aziende. E proprio questo è l’unico aspetto che rispetto all’anno precedente ha fatto registrare un consistente balzo in avanti che, come sottolinea l’Ispettorato del lavoro, «spesso realizzate da cooperative che solo sulla carta perseguono il fine mutualistico». Per questa ragione «il contrasto alle più importanti violazioni e l’attività di prevenzione nei confronti dei più gravi fenomeni di sfruttamento della mano d’opera sarà attuato con la costante collaborazione delle altre Istituzioni impegnate a garantire la sicurezza sul lavoro e l’ordine pubblico».
L’impegno dell’Ispettorato territoriale del lavoro è quello di far migliorare il quadro emerso dagli accertamenti dello scorso anno, anche per evitare che riprenda a correre il contatore del numero degli incidenti sul lavoro.
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