Aou, i bimbi restano in isolamento
di Vincenzo Garofalo
I cinque prematuri con un batterio intestinale sono sotto stretta osservazione
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SASSARI. Restano in isolamento in una stanza del reparto Neonatologia dell’Aou di Sassari i cinque neonati sui quali è stata riscontrata la presenza di un batterio intestinale. Le loro condizioni di salute sono buone, e nessuno dei cinque bimbi ha sviluppato infezioni, ma i medici continueranno a tenerli in isolamento per precauzione. C’è da evitare che il batterio, comunque pericoloso, si trasferisca anche agli altri piccoli pazienti del reparto al primo piano delle cliniche universitarie di viale San Pietro. «La situazione è assolutamente sotto controllo», tranquillizza Ida Mura, presidente del neonominato Comitato di controllo delle infezioni ospedaliere (Cio). «Sono state prese delle misure comportamentali in maniera molto rigorosa, è stato aumentato il numero del personale infermieristico, sono stati creati degli idonei spazi per l’isolamento dei piccoli pazienti. Si tratta di misure controllate quotidianamente in maniera molto minuziosa. Sono passati quindici giorni dalla scoperta dei batteri e non c’è stata nessuna altra circolazione del microorganismo», continua. La diffusione del batterio è stata bloccata in Neonatologia, ma non è chiaro come sia arrivato in un reparto così delicato. Di sicuro la presenza di batteri che attaccano il tratto intestinale dei pazienti è uno dei problemi più importanti che interessa tutti i reparti ospedalieri e anche in questi giorni sono decine i degenti che, oltre alle patologie per le quali sono stati ricoverati, devono fare i conti anche con infezioni da Clostridium e Klebsiella, contratte proprio in ospedale. «Il Cio ha il compito proprio di controllare ed evitare la diffusione delle infezioni correlate all’assistenza ospedaliera», precisa Mura. Un processo messo alla prova dall’allarme scattato in Neonatologia: «Il cordone di sicurezza ha funzionato, i bambini in isolamento sono assisiti sempre dallo stesso personale per evitare qualsiasi contatto o rischio per gli altri pazienti. Bisogna precisare che la presenza di questi microorganismi rappresentano un pericolo di diffusione non specifico del nostro territorio, ma in tutti i territori a livello nazionale ed europeo e quindi va tenuto sotto controllo, come stiamo facendo in questi giorni».
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