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la polemica 

Legale del boss: «Quella visita alla madre è un diritto»

SASSARI. Il permesso di uscire dal carcere per visitare la vecchia madre malata, concesso dal tribunale di sorveglianza a Domenico Gallico, 60 anni, boss della ’ndrangheta che sta scontando sette...

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SASSARI. Il permesso di uscire dal carcere per visitare la vecchia madre malata, concesso dal tribunale di sorveglianza a Domenico Gallico, 60 anni, boss della ’ndrangheta che sta scontando sette ergastoli a Bancali, «è un diritto previsto dalla normativa vigente». Nella bufera delle polemiche scatenate dal provvedimento, contro cui si è opposta la Procura della Repubblica, interviene l’avvocato Maria Teresa Pintus che oltre a difendere Gallico è la referente dell’Osservatorio carceri della Camera penale cittadina. Il tribunale di sorveglianza sassarese, «uno dei più efficienti e più “umano” tra quelli esistenti nel territorio nazionale – scrive Pintus – ha disposto il permesso di visita dopo una lunga, accurata e meticolosa indagine». Si tratta, dice l’avvocato, di un’ora che Gallico potrà trascorrere in compagnia della ultranovantenne genitrice «gravemente ammalata ancorché non in pericolo di vita, ma le cui condizioni di salute “possono peggiorare con evoluzione sfavorevole in qualunque momento”, come da relazione del medico legale». Durante la visita, aggiunge la legale, il detenuto «sarà costantemente piantonato dagli agenti della scorta, che lo accompagneranno dall’interno della casa circondariale di Sassari fino a dentro l’abitazione familiare senza perderlo nemmeno per un momento di vista». Per tutto il tempo della visita, prosegue Maria Teresa Pintus, Gallico non potrà incontrarsi «con qualsiasi altro membro della famiglia, ancorché presente nell’immobile (nel palazzo sottoposto a confisca vive anche il fratello del boss ndc)». «Insomma, la concessione del permesso di necessità da parte del magistrato di sorveglianza – scrive la legale – altro non è che l’applicazione della norma di legge al caso concreto, nonché la concessione di un diritto legittimo che anche a coloro che sono sottoposti a regime speciale del 41-bis deve essere riconosciuto».

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