Sassari, muore in casa due ore dopo le dimissioni
Giallo in via Lamarmora, disposta l’autopsia per accertare le cause del decesso di un 35enne bengalese
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SASSARI. Sarà l’autopsia disposta dalla Procura della Repubblica a stabilire le cause della morte di Shajahan Bepari, un ambulante bengalese di 34 anni, residente in città dal 2006, morto ieri mattina nella sua abitazione di via Lamarmora, nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale del 118, accorso dopo la chiamata dei suoi familiari.
L’uomo era stato visitato una prima volta sabato sera e una seconda ieri mattina dai medici del pronto soccorso dell’ospedale civile per una febbre alta che lamentava già da qualche giorno. Shajahan Bepari - riferiscono dall’azienda ospedaliero universitaria - è stato sottoposto a diversi controlli specialistici dai medici del Santissima Annunziata ed esami di laboratorio che non hanno evidenziato particolari problematiche. Ieri mattina dopo la seconda visita l’uomo ha quindi ricevuto la terapia e i consigli per la gestione a domicilio della patologia.
Verso le 9.30 del mattino l’uomo ha fatto rientro nella abitazione del centro storico e si è messo a letto. Poche ore dopo - hanno però riferito i familiari ai carabinieri - le sue condizioni si sono aggravate. In casa in quel momento c’era la moglie di dieci anni più giovane e la loro bambina di 11 mesi. La donna ha chiamato immediatamente un connazionale che vive a poca distanza e l’uomo ha avvisato il 118. Sul posto sono intervenute due ambulanze. A quel punto Shajahan Bepari aveva però già perso conoscenza.
Per circa mezz’ora gli è stato praticato il massaggio cardiaco, ma ogni tentativo di salvargli la vita è stato inutile. Gli uomini del 118 hanno avvisato i carabinieri che hanno allertato la Procura. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Paolo Piras, ha disposto l’acquisizione dei referti del pronto soccorso e degli esiti degli accertamenti medici effettuati sabato sera e ieri mattina. Stamattina il magistrato affiderà l’incarico al medico legale per eseguire l’esame autoptico che dovrà sciogliere i dubbi sulla morte del 34enne.
L’inchiesta della Procura dovrà chiarire se la diagnosi e il trattamento dei medici che lo hanno visitato siano stati corretti. Shajahan Bepari stava male da un po’ e qualche giorno prima di presentarsi al pronto soccorso era stato visitato dal suo medico di famiglia che gli aveva prescritto la Tachipirina.
La febbre però non si era abbassata e sabato sera l’uomo si è presentato al pronto soccorso. Dopo la visita e gli accertamenti - hanno riferito i familiari - l’uomo stava ancora male e ieri mattina presto ha chiesto di essere rivisitato. Alle 9.30 è tornato a casa e si è messo a letto. Poco dopo la situazione è precipitata.
L’uomo era stato visitato una prima volta sabato sera e una seconda ieri mattina dai medici del pronto soccorso dell’ospedale civile per una febbre alta che lamentava già da qualche giorno. Shajahan Bepari - riferiscono dall’azienda ospedaliero universitaria - è stato sottoposto a diversi controlli specialistici dai medici del Santissima Annunziata ed esami di laboratorio che non hanno evidenziato particolari problematiche. Ieri mattina dopo la seconda visita l’uomo ha quindi ricevuto la terapia e i consigli per la gestione a domicilio della patologia.
Verso le 9.30 del mattino l’uomo ha fatto rientro nella abitazione del centro storico e si è messo a letto. Poche ore dopo - hanno però riferito i familiari ai carabinieri - le sue condizioni si sono aggravate. In casa in quel momento c’era la moglie di dieci anni più giovane e la loro bambina di 11 mesi. La donna ha chiamato immediatamente un connazionale che vive a poca distanza e l’uomo ha avvisato il 118. Sul posto sono intervenute due ambulanze. A quel punto Shajahan Bepari aveva però già perso conoscenza.
Per circa mezz’ora gli è stato praticato il massaggio cardiaco, ma ogni tentativo di salvargli la vita è stato inutile. Gli uomini del 118 hanno avvisato i carabinieri che hanno allertato la Procura. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Paolo Piras, ha disposto l’acquisizione dei referti del pronto soccorso e degli esiti degli accertamenti medici effettuati sabato sera e ieri mattina. Stamattina il magistrato affiderà l’incarico al medico legale per eseguire l’esame autoptico che dovrà sciogliere i dubbi sulla morte del 34enne.
L’inchiesta della Procura dovrà chiarire se la diagnosi e il trattamento dei medici che lo hanno visitato siano stati corretti. Shajahan Bepari stava male da un po’ e qualche giorno prima di presentarsi al pronto soccorso era stato visitato dal suo medico di famiglia che gli aveva prescritto la Tachipirina.
La febbre però non si era abbassata e sabato sera l’uomo si è presentato al pronto soccorso. Dopo la visita e gli accertamenti - hanno riferito i familiari - l’uomo stava ancora male e ieri mattina presto ha chiesto di essere rivisitato. Alle 9.30 è tornato a casa e si è messo a letto. Poco dopo la situazione è precipitata.
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