Castelsardo, subacquei abusivi sorpresi a pescare ricci: rigettati in mare 2.500 pezzi
La Capitaneria di porto ricorda che la pesca sportiva dei ricci deve essere praticata nel fine settimana e ogni pescatore non può prelevare più di 50 pezzi
PORTO TORRES. Un sequestro di 2.500 ricci e la sanzione di mille euro per i pescatori abusivi è il bilancio dell'operazione di polizia marittima a tutela dell’ambiente marino e del rispetto delle leggi sulla pesca che è stata portata a termine nella mattinata di oggi 9 marzo a “Peruledda” nel comune di Castelsardo dagli uomini della Guardia Costiera di Castelsardo assieme al personale di Porto Torres
L’operazione, coordinata dalla Direzione Marittima di Olbia al Comando del capitano di vascello Maurizio Trogu, ha permesso di impedire che il prezioso echinoderma finisse attraverso canali illeciti sulle tavole dei consumatori per essere mangiato crudo o utilizzato in polpa; l’attività è iniziata intorno alle 10 quando, durante la normale attività di controllo del litorale, i militari della Guardia Costiera hanno rinvenuto alcuni pescatori subacquei. All’atto dei controlli di rito, i pescatori sono risultati sprovvisti dell’autorizzazione regionale per l’esercizio della pesca subacquea professionale.
Immediatamente, i militari hanno provveduto al sequestro dei 2.500 ricci prelevati abusivamente, nonché ad elevare al trasgressore la sanzione di 1.000 euro prevista per la pesca sportiva. I ricci sequestrati sono risultati ancora vivi e, nel rispetto della normativa vigente e dell’ecosistema marino, sono stati rigetti in mare.
A questo proposito, il Comando della Capitaneria di Porto di Porto Torres ricorda che la normativa regionale prevede che i pescatori sportivi possano catturare i ricci di mare solo nelle giornate di sabato, domenica e festivi, con un limite giornaliero fissato a 50 esemplari.
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